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Le due (e piu') vite di GEFCO - Ship2Shore breitling dell'evoluzione cronometrica

Le due (e piu') vite di GEFCO

Non solo trasporto autovetture nel carniere dell’operatore logistico francese, che apre in Cina ed illustra importanti piani di sviluppo per l’Italia

Anche la muraglia cinese crolla sotto i colpi di maglio di GEFCO. La multinazionale francese ha aperto una propria filiale a Pechino, contestualmente terminando la joint-venture creata nel 2004 col gruppo logistico locale DTW, di cui sono state rilevate le azioni. La nuova societa' GEFCO International Logistics (China) Company Limited si concentrera' sui flussi internazionali in arrivo e in partenza dalla Cina, dedicandosi soprattutto alla logistica internazionale Overseas (trasporto marittimo e aereo) e alla logistica Automotive, tra cui l’export di veicoli nuovi prodotti in particolare verso la Russia in collaborazione con la ditta privata Changjiu, il piu' grande trasportatore cinese di autovetture.
La mossa anticipa lo sviluppo dei flussi di trasporto aereo e marittimo tra la Cina e l’India, in cui GEFCO sta pianificando di prendere una quota del mercato avviando una collaborazione con l’operatore logistico Uniworld, partendo dalle agenzie presenti a Shanghai, Tianjin, Qingdao, Wuhan e Guangzhou, per le quali e' in programma l’estensione del sistema informativo ISYGO.
E infine, per quanto riguarda la casa-madre PSA Peugeot Citroën – Gruppo che la possiede al 100% e per la cura della cui logistica la societa' e' stata fondata nel 1949 (come acronimo di Groupages Express de Franche Comte') - GEFCO sta per costituire una joint-venture con un operatore indigeno per assicurare le prestazioni logistiche per conto di Dong Feng Peugeot Citroën Automobile presso lo stabilimento di Wuhan: ricezione di pezzi, stoccaggio e consegna sulla catena di montaggio.


L’Italia nel cuore

Se le mire espansionistiche internazionali portano il gruppo, gia' presente in 80 paesi, ad avere presidi sempre piu' diretti in tutti e cinque i continenti, e' sempre il Vecchio Continente l’area-core di GEFCO, che non disdegna affatto portare avanti una politica di sviluppo calibrato anche in Italia, come testimonia Adamo Ruffo, Sales & Marketing Manager di GEFCO Italia (dove e' entrato nel 1993) ed in sostanza braccio destro del francese zpgsrtaf. billiga falska klockor på nätetChristophe Poitrineau, dal gennaio 2005 Direttore Generale della societa' con sede a Milano.
“I risultati del 2007, seppure i consuntivi siano ancora da definire, presagiscono un fatturato di circa il 15% superiore al 2006 (quando furono 180 milioni di Euro), dunque ben oltre i 200 milioni di euro; per il 2008 l’obiettivo e' di mantenere questo trend di crescita”.
Lo sviluppo e' dovuto al gioco concomitante di diverse componenti, sia per quanto riguarda l’automotive (PSA e non) che per clienti diversi.
“Rilevante e' la crescita internazionale sul territorio (divisione Overseas), anzi direi che il marittimo e' stato il comparto piu' dinamico, utilizzando quali gate i porti principalmente del Tirreno (quelli della Liguria e Livorno) ma anche alcuni in Adriatico. Bene anche le spedizioni aeree; GEFCO agisce come freight forwarder riconosciuto IATA, garantendo il controllo totale della spedizione”.
Delle tre macroaree di business identificate nel gruppo - logistica e trasporto di veicoli (Automotive); trasporto terrestre (Network) e Logistica ed Overseas (Supply) – anche in Italia il ‘primo amore’ permane quello legato al settore automobilistico, che d’altronde ha favorito la nascita di GEFCO. “Questa attivita' non si estrinseca solo nella spedizione e vezione di autoveicoli, ma anche nella loro preparazione, gestione della carrozzeria, controllo qualita' ecc. Interessante rilevare come nostri clienti siano ovviamente i costruttori ma anche i dealer, concessionari e noleggiatori” precisa Ruffo, che ricorda come l’automotive non sia solo facente capo a Citroen e Peugeot. “Abbiamo anche altre case automobilistiche e motociclistiche come Piaggio – principale cliente in Italia di questo segmento - sia per 3 che 4 ruote. Ma lavoriamo anche con FIAT e tanti altri nel settore 2 wheelers: Kymco, Yamaha, Malaguti, Morini, Suzuki, Fantic Motors, Triumph e KTM, oltre alla Motoguzzi, che merita un discorso a parte (vedi box ndr)”.
Il totale delle auto movimentate e' di 130.000 all’anno. Una congrua parte dal 2005 viene importata in Italia grazie alla linea marittima Tolone-Civitavecchia implementata dalla Grimaldi di Napoli (Ship2Shore n. 15/2005).
Malgrado il flusso sia ancora fortemente sbilanciato in import – ma questo e' un problema che ricade principalmente sul vettore marittimo – il traffico pesa per un valore significativo: 28 mila auto all’anno. A latere di questo main trunk vi sono anche 6.000 automezzi importati tramite la linea Vigo-Livorno della Suardiaz e 3 mila auto importate sulla rotta Barcellona-Civitavecchia, sempre di Grimaldi.
La gomma recita la sua parte considerevole nel paniere di GEFCO.
“Circa il 30% del nostro traffico va su automezzi. La nostra politica e' quella di avere il controllo della flotta gommata con contratti di esclusivita' ma non con proprieta', per evitare immobilizzi non strategici. Ci avvaliamo di molti padroncini e di imprese con al massimo 15 mezzi cadauna, ma che siano affidabili. Abbiamo inoltre semirimorchi noleggio dalla TIP”.
Fiore all’occhiello del servizio a tutto campo di GEFCO e' comunque l’intermodale a supporto della distribuzione di autovetture. “Siamo il secondo proprietario al mondo per numero di vagoni ferroviari (4.300 carri). Nel nostro paese sono attive le seguenti linee ferroviarie, tutte giornaliere: da Atessa (Chieti) verso Francia, Germania, Repubblica Ceca, da Rivalta Scrivia (Alessandria) alla Francia. ed in import da Francia, Repubblica Ceca e Slovacchia fino a S. Polo (Parma)”.
Fulcro di questa logistica e' il grande polo automobilistico abruzzese in Val di Sangro, che raggruppa Honda e soprattutto Sevel (Societa' Europea Veicoli Leggeri), il piu' grande stabilimento di veicoli commerciali leggeri d’Europa, nato nel 1981 dalla joint venture paritetica tra FIAT e PSA Peugeot Citroën, sviluppato su un’area di 120 ettari, attrezzato per l’intero ciclo produttivo: lastratura, verniciatura e montaggio. E’ ad Atessa che si produce la nuova gamma di veicoli commerciali leggeri: Fiat Ducato, Peugeot Boxer e Citroen Jumper. Dai cancelli ogni giorno entrano 250 autoarticolati con componenti ed escono 200 bisarche e 4 treni coi veicoli prodotti.
Esulando dal settore automotive, principali clienti di GEFCO Italia sono: ASK, MG, Philips, L’Oreal, Auchan.
Ma Ruffo promette “delle belle novita' nel 2008, con un nuovo cliente la cui finalizzazione e' in dirittura d’arrivo; in un paio di mesi contiamo di chiudere…” anticipa, ma senza sbottonarsi oltre.
Il rilevante portafoglio e' frutto di un’accorta politica di presidio capillare del territorio avviata dalla calata nello Stivale nel 1987, con il primo centro realizzato a Pregnana Milanese, che con 8.600 mq. rimane tuttora pivot dei servizi italiani, che contano oggi 270 addetti diretti a libro paga.
Poi hanno fatto seguito, con cadenza annuale quasi cronometrica: Torino, Atessa, Firenze, Padova, Livorno, Bologna, Como, Roma, Civitavecchia, Verona, Pedaso (Ascoli Piceno), Rivalta Scrivia.
L’immaginaria linea gotica venne varcata a sud la prima volta nel 2006 costituendo la filiale di Catania, mentre il 2008 sara' la volta di Bari. “Apriamo mediamente due nuovi siti all’anno: recentemente e' stata la volta di Abbiategrasso e Casoletto” conferma Ruffo.
Uno dei servizi su cui la societa' sta investendo di piu' e' quello informativo. La societa' francese sta estendendo progressivamente anche in Italia l’operativita' del portale E-Fleet, che consente di seguire l’intera vita degli autoveicoli trasportati, dalla fabbrica al piazzale dell’usato.
“L’obiettivo e' tracciare ogni trasferimento della singola vettura tramite sistema satellitare. Non siamo ancora in grado di quantificare i vantaggi in termini economici, ma di certo i tempi si sono ridotti di quattro volte, il che significa alla fine risparmio di costi notevole. Nel 2008 nutriamo l’ambizione di poter collegare tutti i clienti in via informatica” conclude Ruffo

Angelo Scorza



Come ti accelero la Moto Guzzi

Sono davvero straordinari, in poco piu' di un anno, i risultati del progetto di riorganizzazione delle attivita' logistiche di Moto Guzzi, che rappresenta un caso concreto di riprogettazione di successo.
Grazie al know-how specifico nel settore delle 2 ruote e alle soluzioni innovative apportate, GEFCO ha permesso alla storica azienda di Mandello del Lario (Como) di migliorare sensibilmente il proprio controllo lungo tutta la supply chain.
“L’attivita' e' cominciata a fine 2006 e riguarda la logistica sia inbound che outbound. Abbiamo preso visione alla situazione esistente e messo un po’ d’ordine” semplifica Adamo Ruffo, sottolineando come oggi i tempi di flusso inbound, che riguarda circa 110 fornitori (di cui il 90% in Italia, 8% in Europa e 2% in Estremo Oriente), che quelli di consegna all’estero – circa 10 mila veicoli all’anno in export in Europa ed anche negli Stati Uniti - si siano accorciati sensibilmente favorendo il miglioramento del servizio al cliente e una importante riduzione dei costi.
“Il servizio prestato in questo ambito per Moto Guzzi e' un approccio ‘chiavi in mano’. Compenetra tutta la parte a monte, la gestiamo del prodotto finito e tutta la distribuzione. E’ un tipo di offerta coronata dai risultati di cui ci vantiamo con altri clienti, costituisce per noi ideale biglietto da visita”.
Il successo dell’operazione e' confermato da Simone Polti, responsabile logistica di Moto Guzzi. “Le soluzioni di GEFCO hanno consentito d’ottimizzare i flussi inbound e outbound, di centralizzare la piattaforma di stock e infine di ridurre i tempi di attraversamento e consegna del veicolo al cliente finale del 10%. Questa partnership ha consentito un taglio sui costi di logistica del 15%, risultato che si commenta da solo”.
Nel dettaglio Moto Guzzi ha ottenuto: nella logistica inbound, il controllo dei tempi e dei flussi dai fornitori, l’accelerazione dei flussi da 4-5 a 2 giorni; nella logistica outbound, la riduzione dei tempi di resa al cliente da 3-23 a soli 2-6 giorni, nonche' un forte miglioramento nella qualita' del servizio.


Primi tra i Secondi

La scorsa estate GEFCO si e' avventurata sull’inedito terreno di Second Life, collocandosi con una propria struttura all’interno della nuova realta' virtuale; nel fare e' risultato il primo operatore logistico approdato sulla comunita' tridimensionale. Secondo gli ideatori del progetto, manager appassionati del cyber-spazio, l’iniziativa mirava ad offrire al mercato visibilita' dell’ampia gamma dei servizi logistici offerti da GEFCO, all’interno di una comunita' virtuale in forte sviluppo ed estremamente reattiva. Il box giallo-blu, dotato di uno schermo in movimento continuo dove scorrevano numerose immagini relative alle principali attivita' aziendali (Automotive, Supply e Overseas), dava accesso direttamente al sito della societa'.
L’intenzione dichiarata era quella di implementare e arricchire progressivamente questo tool di ulteriori funzionalita' per offrire i piu' innovativi servizi di logistica e trasporto agli utenti di Second Life, col fine ultimo di individuare nuovi contatti o concludere affari.
Ma poche settimane fa la presenza di GEFCO nella realta' virtuale piu' famosa e discussa degli ultimi tempi e' andata scemando, e per Second Life la campana e' stata intonata a morto.
“Si e' trattato soprattutto di un’esperienza, una curiosita' da provare, sulla scia dell’evoluzione della vita quotidiana, ma con nessuna finalita' commerciale realmente covata” precisa Adamo Ruffo.


C’e' anche un Ambrogio nel team GEFCO

Da pochi mesi Andrea Ambrogio e' Direttore Network Italia di GEFCO, assunto nel 2003 in qualita' di Responsabile Network della filiale di Pregnana Milanese, proveniente dalla TNT, dove vanta un trascorso di 4 anni, quasi esclusivamente in Francia.
Nato a Torino nel 1971, il manager ha studiato Economia per poi occuparsi per 5 anni in Germania dell’azienda di famiglia di trasporti intermodali Ambrogio Trasporti SpA.

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Incidenti

"Fly Venice". Precipita aereo Extra 300: muore il campione d'acrobazia Francesco Fornabaio

Venezia, Italia - Fortunatamente nessuna conseguenza tra gli astanti

19495

(WAPA) - Il peggior accadimento che gli organizzatori di un air show possano aspettarsi: un incidente aereo nei giorni della manifestazione, per di più mortale. Ma è quanto purtroppo avvenuto oggi nel corso del "Fly Venice 2014", in svolgimento dal 19 al 21 all'aeroporto "Nicelli" di Venezia Lido.

L'incidente è occorso durante l'esibizione di Francesco Fornabaio a bordo del suo Extra 300 sponsorizzato Breitling. Mentre il campione evoluiva sui cieli dello scalo l'aereo è precipitato fortunatamente non sulla folla, ma di muso in verticale in un luogo sgombro, tra la strada e la spiaggia di S. Nicolò.

Purtroppo nonostante il pronto intervento i soccorritori non hanno potuto far altro che constatare il decesso del pilota. Intervenute le Forze dell'ordine, l'area è stata transennata e posta sotto sequestro in attesa delle indagini.

A tale proposito l'Ansv, Agenzia nazionale per la sicurezza volo, in contatto con le autorità locali, ha curato la preservazione delle evidenze utili all’attività investigativa, ed ha disposto l’invio di un proprio investigatore.

l'Extra 300 è un velivolo acrobatico monomotore ala bassa, prodotto dall'azienda tedesca Extra Aircraft. E' stato progettato appositamente per le competizioni di volo acrobatico e gli air show.

Francesco Fornabaio era un atleta professionista di acrobazia aerea. Pilota di ala fissa e di elicottero con all'attivo un totale di oltre 2000 ore di volo, dal 2002 era membro della Nazionale Italiana di Acrobazia Aerea.

Campione nelle diverse specialità, e vice-campione italiano di Freestyle, la sua peculiarità era il volo artistico e l'ideazione di programmi di grande suggestione e bellezza -oltre che di ricerca tecnica- per gli air show cui partecipava, sottolineati dai fumogeni bianchi che evidenziavano i momenti salienti dell'evoluzione.

Lascia tre figli, e il rimpianto per la scomparsa di un grande campione in quanti ebbero modo di ammirarlo in volo.

(Avionews)
(Cla/Mos)

-1162634
(World Aeronautical Press Agency - )

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Messaggioda Hydroman » 23 mar 2015, 23:23

Tratto da http://www.orologi.it
di Cesare Ruotolo


Costituitasi come società nella metà degli anni Settanta del Novecento e quindi nel pieno del "furore elettronico" che ha sconvolto l'orologeria svizzera, la Paul Picot S.A. sceglie di andare controtendenza proponendo segnatempo meccanici dal design classico e funzionale, solidi esemplari di qualità, anche complicati, che riescono a personalizzare al massimo gli affidabili movimenti ETA che solitamente li animano. Non fanno eccezione i modelli da immersione, presenti fin da subito nel catalogo della Casa svizzera, fondata dall'italiano Mario Boiocchi, con sede attuale a Le Noirmont, nel Cantone del Giura. Il primo "diver" infatti è del 1976: si tratta di uno "swiss-chronometer sub professional da profondità", antenato dell'attuale Paul Mariner III, che, appena nato, in virtù delle sue caratteristiche di eccellenza, sponsorizza il primo Campionato Italiano di Fotografia Subacquea. Il dato tecnico che rendeva unico questo modello, oltre al fondello e alla corona a vite che consentivano di raggiungere un grado di impermeabilità pari a 20 atmosfere di pressione, era il dispositivo antigraffio da avvitare sulla ghiera girevole unidirezionale atto a proteggere il vetro del quadrante, in plastica come consuetudine per l'epoca - verrà sostituito dal cristallo zaffiro con la seconda versione negli anni ‘90 - e che andava svitato una volta riemersi in superficie. Altro dato tecnico da non sottovalutare la certificazione cronometrica del COSC, una caratteristica che può sfoggiare ancora oggi, dopo quasi quarant'anni di produzione ininterrotta, nella versione Paul Mariner III.
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Messaggioda Hydroman » 24 mar 2015, 0:48

Ecco le foto..l'ultima ritrae il modello con il triangolino Rosso della pubblicità.
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Messaggioda tigreb@nz@i » 24 mar 2015, 1:38

Bello, molto rolexaro....
Che calibro montava?
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Messaggioda Hydroman » 24 mar 2015, 9:39

Che calibro montava?
Montava un Eta 2824 (vedi sotto) molto rifinito.....

Ecco una versione al quarzo.
da notare che la dotazione professionale prevedeva una protezione per la ghiera (forse realizzata prima di Seiko), una soluzione innovativa e molto tecnica.

grazie per la foto Oliver ;)
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Messaggioda tigreb@nz@i » 25 mar 2015, 1:10

Sti capperi!
Come movimento sembra simile a quello che hai preso da sostituire al tuo altofondale (l'hai poi fatto?), no?
Sulla baia ne ho visti alcuni, anche a prezzi non esagerati, ma in alcuni casi hanno corone non coeve....
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Messaggioda Hydroman » 25 mar 2015, 6:13

Il movimento l'ho montato, ora ha un "cuore d'oro" :)
Non so se sia proprio uguale, ma gli assomiglia.
Attualmente in vendita ce ne sono tre usati, uno solo è in ottime condizioni e vuole 800 euro... In questo caso per come sono fatto io, prenderei più questo orologio che un submariner... Non solo perché costa meno, ma anche per 5 fattori importanti:
Anno di produzione :1976 (il mio anno di nascita)
Origine: italianna
Movimento: buon eta ben rifinito
Estetica gradevole
Dimensioni giuste

Bastano?
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Messaggioda Hydroman » 25 mar 2015, 21:05

Ho fatto danni :rolleyes:
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Messaggioda D.V.S » 26 mar 2015, 0:11

:rolleyes: ...l'hai comprato? ... tu stai esaurito amico mio ... :lol: :lol: :lol:
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Messaggioda Hydroman » 26 mar 2015, 0:12

Si :rolleyes: :rolleyes: :rolleyes:
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Messaggioda tigreb@nz@i » 26 mar 2015, 5:03

Dai hydroman, che la vita è una sola!
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