PE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN"> cartier guardare le donne di vigilanza Mimi Bluette: testo - IntraText CT

Mimi Bluette: testo - IntraText CT cartier guardare le donne di vigilanza

Il filo di perle del Grande Industriale fu la causa definitiva della rottura fra Max e Bluette .

In quella settimana di corse tutti i favoriti si facevan battere ; non c' era più mezzo d'avere una buona informazione ; Max perdeva un patrimonio ed era in debito con Jean Kiki . Voleva impegnare il suo filo di perle , come già le aveva portato via tutto il resto . Accadde fra loro una violenta scena domestica , ed alle tre di notte la videro giungere concitata nel Bar de la Grande Roquine . Tutti le si misero intorno . Bluette cominciò il racconto . Ma era prolissa .

- Enfin , ce collier ? - diceva la Grande Rouquine , con la sua voce cavernosa e combusta .

- Zut !... laisse-moi dire ... - fece Bluette .

- Laisse-la dire , la Grande ! - insistette Boblikoff , ex-domatore d'orsi , con la sua voce di fenomeno da fiera . - Tu vois bien qu 'elle les a, ses perles !... Sans quoi elle aurait gueulé comme une bécasse : il m'a volé mes perles !... il m'a volé mes perles , ce grand salaud !

- Tais-toi , Koff . Tu m'embêtes ! - rispose Bluette . - Je ne suis plus une gourde à l'heure qu 'il est! Mes perles , je les avais données a Lélie , pour qu 'elle me les garde .

- Si tu m'avais choisi moi , - fece Boblikoff - t'aurais pas eu tant de déboires !

P 'tit-Béguin era seduto quasi in braccio a Dorée d'Arnac , una fra le più belle donne di Parigi , che gli carezzava i capelli brillanti , color del mogano , forse innamorata di lui perchè faceva il suo stesso mestiere .

Florina-Bey si bisticciava con un compare di rivista nominato Patrik Audel .

Poco dopo entrò Max , torvo e coi denti serrati . Senza guardare nessuno si mise in un angolo , coi due gomiti su la tavola .

Bluette gli andò vicino, con l'intenzione visibile di riaccendere la lite . Gli altri la seguirono , e stando l'uno dietro la spalla dell'altro, si tenevano pronti ad assumere le difese di Bluette .

- Eh bien , je te dis , moi , que tu peux faire ton sac et décamper quand tu voudras ! - gli espose Bluette con le mani sui fianchi . - Voilà quinze mois que tu m'exploites , et je n'ai rien dit parce que je suis douce ...

Gli occhi obliqui di Max la fissarono con un cattivo riso . Poi squadrò velocemente le fisionomie dei presenti , ma dovette accorgersi che gli erano ostili .

- Oui , douce ... et tout le monde peut le dire ! Mais j 'en ai plein le dos , mon bellâtre ! Va-t-en chez ta momie américaine ! Si elle a du goût pour toi , qu 'elle se le passe ! Quant à moi , je te dis : La barbe ! et lorsque Bluette a dit : La barbe ... - zut , mon p 'tit , c' est pour toujours !

- Mordieu , ce qu 'elle a raison , la tourterelle ! - bassoprofondò Boblikoff .

- Penses-tu ? - fece Max , cattivo come una cerasta . E balzato in piedi , afferrò Bluette per un braccio , additando l'uscio : - Vas-y tout droit , et rentre !

Bluette cercò di sciogliersi dalla sua stretta conficcandogli nel polso l'unghie minute . Allora Max le misurò un tal manrovescio , che l'avrebbe di certo coricata per terra se non fossero intervenute al buon momento le immense braccia di Boblikoff .

Successe un tramestìo . Le donne parteggiavano per Bluette , ma gli uomini erano in parte impacciati a schierarsi contro Max , per ragioni di principio . La Grande Rouquine , senza lasciar cadere la sigaretta , gridava con la sua voce cauterizzata :

- Eh, toi , sale matamore ! voix-tu me foutr ' 'l camp d'ici , ou bien je siffle afin qu 'on t' coffre !

Bluette piangeva contro la spalla di Boblikoff ; Limka , battendo l'archetto sulla cassa del violino , si faceva in quattro per riuscire a metter pace . "Voyons , Messieurs , Dames , un peu de silence !" E sperando che la musica potesse giovare , attaccava il tango malinconico della " Noche de Garufa ".

Del tutto inutile anche " La Noche de Garufa "! Max , torcendo fra le sue dita ruvide un polso di Bluette , non dava più ascolto a nessuno. Bluette , appesa con l'altra mano al collo di Boblikoff , si lasciava tirare quel braccio come il cordone d'un campanello .

- Sauve-moi Koff .... - pregava Bluette sottovoce .

- Mince ! laisse-la , je te dis ! - ruggì Boblikoff , diventando bianco .

- Fous-moi la paix , cosaque ! - bestemmiò Max . Allora, col braccio sinistro , Boblikoff sollevò leggermente il peso di Bluette , e simile ad un gigante che volesse mettere in salvo la sua bambina , se la collocò dietro le spalle , per modo che ora le stava davanti come un baluardo . Quasi contemporaneamente , col braccio destro , lanciò innanzi un tal pugno , che il corpo di Max , piegato in due, sfondò tutta la siepe delle persone che gli stavano a ridosso e andò a ruzzolare contro il paravento che nascondeva l'ingresso del bar .

Rimase per terra qualche minuto , e pareva morto . Fra un silenzio quasi tragico la Grande Roquine gli andò presso, e con la punta del piede lo toccava per tentare di farlo muovere .

Max per l'appunto si mosse . In un baleno cavò dalla tasca una piccola rivoltella , e, sollevato sopra un gomito , sparò due colpi contro Boblikoff .

Il gigante non ebbe che il tempo di chiudersi la testa fra le braccia , poi si buttò avanti con un movimento che pareva quello d'un uomo colpito . Non lo era ; e si rovesciò su Max come una catastrofe di carne .

Chissà quale via scelsero quelle due palle , ma non toccaron nessuno. La prima scalcinò il muro , l'altra si conficcò nella mensola della bottiglieria spaccando solamente una "Vieille Chartreuse ".

P 'tit-Béguin , con un coraggio imprevedibile , si lanciò egli pure addosso a Max , per aiutare Boblikoff nel disarmarlo .

Frattanto la Grande Roquine era uscita nella contrada e fischiava con una piccolissima sirena d'oro , che portava in collana frammezzo ad altri ciondoli .

Poi tornò dentro . "Tiens-le fort , Bob ! Voilà les flics !"

"Les flics " erano già sull'uscio , e questa volta il vederli diede a tutti un lungo respiro di sollievo . Max non poteva stare in piedi ; gli pareva d'avere lo stomaco fracassato .

Quando fu il momento di stendere il processo verbale : - Mais quel procès-verbal ! - celiò la Grande Rouquine . - Ce pauvre Max a tellement bu , qu 'il va rendre ses intestins ! Fichtre !... et ma Vieille Chartreuse ? Oh, la, la... c' qu 'il est bath quando il est poivre !... S'pas Max , que t'en a bu un coup de trop ? Ecoute bien ce que dit la Grande ... Quand tu seras degrisé , tu n'auras qu 'à répondre au Commissaire : - "Voyons ! quelle foutaise !... j 'en avais une telle pochetée !... le rigolo est parti tout seul ..."

E Limka , battendo l'archetto sul violino , piegato su la spalla il suo ceffo da irresistibile roso dal vaiolo , riattaccava , per mettere le cose al posto , il tango malinconico della " Noche de Garufa ".

 

Avenue Kléber , fra la rue Villejust e la rue Boissière , il Grande Industriale , sbarbato e vedovo , la mise ne' suoi mobili .

Marthe d'Aussolles , l'amante giubilata del Grande Industriale , stava ella pure ne' suoi mobili , ma dall'altra parte della Senna , e precisamente in rue de Médicis , presso il giardino del Lussemburgo .

Quando, fra le due amanti d'un Grande Industriale , scorre almeno un fiume , c' è speranza di vivere in pace .

Così fu.

Marthe d'Aussolles aveva cominciato la sua vita al Palais de Glace ; l'avrebbe finita verisimilmente in rue de Médicis . Lo stabile nel quale dimorava era di sua proprietà . Piccolo ma elegante . Al primo piano abitava lei, al secondo un giudice , al terzo un ufficiale in ritiro . Su la strada v'erano tre negozi , che rendevan bene . Possedeva ugualmente una modesta proprietà in Normandia , suo paese d'origine . Laggiù si chiamava Thérèse Bouguereau , come suo padre . Manteneva , oltre il vecchio Bouguereau , due fratelli , altrettante sorelle , tre zii , cinque nipoti . Nella sua gioventù aveva esercitata la professione di piacere al Grande Industriale ; adesso praticava quella di dargli noia . E così erano risolte cinque, più tre, più cinque, oltre ancora la sua propria: in tutto quattordici vite .

Mimi Bluette non aveva certo il buon senso di Marthe d'Aussolles , e non pensò all'avvenire . Sebbene a quel tempo il Grande Industriale forse le avrebbe regalato anche la Colonna Vendôme .

Per diventare Marthe d'Aussolles occorrono molte generazioni . Bluette , povera piccola bella italiana , forse non era che l'antenata .

Si lasciò regalare con molta gioia una "limousine " fosforescente , un mucchio di pellicce siberiane , i costosi modelli di Béchoff-David e di Suzanne Talbot , gli astucci serii di Lacloche e di Cartier . Nulla chiese ; trovò che tutto andava bene ; fu riconoscente .

Marthe d'Aussolles avrebbe chiesto ancora il doppio , avrebbe trovato che tutto andava male , non gli sarebbe stata riconoscente .

Bluette invece, con il suo limpido cuore di Transalpina , sperava solo che arrivasse presto la sua mamma , colei dal seno celebre , per farle vedere tutte quelle maraviglie .

Fra l'altre cose le avrebbe fatto conoscere Maurice , maître-d 'hôtel impeccabile come un diplomatico , poi la sua Linette , cameriera dalle calze di voilé , con le unghie imbrillantate , un grembiule tutto pizzo e linon .

Adesso , lungo i boulevards serali , s'incontravano a profusione le scritte luminose : - "La Cigale - Mimi Bluette "; - "Gaumont-Palace - Mimi Bluette dans ses danses ".

I cinematografi murali proiettavano contro i teloni dei tetti opposti la seminuda bellezza di Mimi Bluette .

Micaello era partito con Minnie , rompendo il famoso trio ; Bluette aveva ora un danzatore americano , taciturno , sobrio , quasi innamorato di lei, quasi onesto . Si chiamava Jack Morrison . Le aveva detto con semplicità : "Believe me, dear Friend ... Micaello balla come un portalettere !"

Gli credette . Incominciò di nuovo i suoi corsi di danza , con Jack Morrison , ammaestratore d'oltre-oceano , che le impartì questa volta una perfetta istruzione .

Quando seppe finalmente ballare con tutta l'anima sua d'irresistibile danzatrice , Mimi Bluette si accorse che, imprigionato nelle sue fine caviglie , nascosto in lei come il profumo in un fiore , anch'ella portava un sogno di bellezza , e sentì che il ballo era la sua poesia . La natura l'aveva concepita in un tempo di musica , la sua maniera di muoversi era come una danza innata .

Spesso invece danzano quelle che furono concepite in un tempo di stonatura , come scrivono quelli che la natura partorì in un attimo di desolazione .

Parigi è grande perchè sa conoscere i valori e perchè rende in gioia la bellezza che riceve . Agli uomini come alle donne , ai santi come alle prostitute .

Parigi non ha frontiera : è la basilica del mondo .

Forse da noi Mimi Bluette avrebbe servito a far vendere qualche gelato misto e qualche sciroppo d'amarene fra il pubblico dei teatri di varietà , ove si gracchia in tutte le cadenze il perpetuo ritornello napoletano ; Parigi ne formò la sua più limpida , la sua più divina danzatrice ; le regalò tanto oro quanto ne raggiava dallo splendore de' suoi capelli biondi , le sciorinò sotto i piedi leggeri un bel tappeto di sole , per farla danzare sul palcoscenico della sua grande anima , sul rumore della sua vasta gloria : poichè nessuno può regalare sè st ylhfitzs. lyx klockor för mänesso con pienezza e con delirio se non trova una gloria su cui mettere i piedi .

Prima l'accolsero i suoi cosmopoliti ruffiani : ma dopo la guardò con benevolenza qualcuno dei suoi uomini forse immortali .

E bisogna finalmente comprendere che dinanzi alla felicità della vita , una vera danzatrice vale assai meglio d'un accademico poeta .

 

- Sì, mamma , come vedi , questa "limousine " è mia, questi brillanti e queste perle sono mie; ma non cominciare a stupirti per così poco, altrimenti non la finiremo più!

Erano sul peristilio della stazione . Bluette portava un abito color di primavera .

- Allez doucement aux carrefours , Robert , - disse al meccanico . - Et ce bagage , fourrez-le moi quelque part ; il encombre .

La macchina silenziosa scivolò via , guizzando fra i pericoli della strada come un battello-mosca fra il grosso naviglio della Senna . Vagamente Bluette si ricordava il suo primo ingresso nella Capitale , un certo pomeriggio pien di rumore , che le pareva già distante nel pensiero come la storia della sua prima verginità . Con occhi lontani rivide al medesimo posto quell'enorme campione fragoroso che a momenti la investiva , e rivide Max , l'artefice involontario della sua grande fortuna . Da quel pomeriggio pieno di turbinìo erano passati ormai venticinque mesi ... E Max ? Dov'era Max ?

Ripartito , scomparso ; forse in prigione , forse in viaggio per il mondo "avec sa momie Américaine ..."

Al Bar della Grande Rouquine Bluette non andava quasi più.

Boblikoff aveva cercato con insistenza di farsi contraccambiare da Bluette l'energica sua protezione . Bluette gli era stata riconoscente , un paio di volte , per delicatezza , ma nulla più.

Povero Boblikoff ... era così enorme , che, per una donnina come lei, sarebbe stato un vero ingombro !

Caterina , la madre dal seno classico , era giunta con l'intenzione di trattenersi a Parigi un mese o poco più. Ma di settimana in settimana la brava donna si sentiva talmente impariginire , che perdette il profilo del Maestro di scherma e scrisse alla sorella levatrice : - Figúrati che la mia piccola Cecilia non vuole assolutamente più lasciarmi ripartire ...

Questa era una sfrontata bugia , perchè Cecilia-Mimi se ne sarebbe anche liberata volentieri , di quella sua madre importuna , che dopo averla onorata e servita nei primi giorni con lo stupore d'una servetta , ora non si faceva punto scrupolo d'inalberare con arroganza certe arie da padrona di casa che la impensierivano assai.

Questa florida e battagliera madre di Cecilia , non rispettava neanche un tantino la sua dolce Bluette . Anzi la criticava . - "Oh, se avessi avuta l'ispirazione di Parigi a' miei tempi !..." - soleva dire .

Chissà ? L'avrebbero veduta magari Presidentessa della Repubblica .

Certo impiegò minor tempo di quanto ne aveva impiegato sua figlia per acclimarsi a quell'aria come se ci fosse nata . Si accorse che a Parigi le donne di quarantaquattro anni riescono facilmente a supporre di averne su per giù trenta .

A questa piacevole supposizione contribuisce in gran parte l'"Institut de Beauté ", vero Istituto Clinico della magia moderna , ove i seni flosci e le rughe indelebili si curano a maraviglia con l'auto-suggestione .

Siccome la bellezza consiste nella maniera di guardarsi nello specchio , l'uomo ch'ebbe l'idea del primo Institut de Beauté fu senza dubbio un grande ironista .

Ma le donne dovrebbero fargli un monumento , e gli uomini pure , perchè , se un'amante s'immagina che può ancora sembrar giovine , per lo più riesce anche ad esserlo .

Quello che fecero di Caterina all'Institut de Beauté , non è a dirsi .

La convinsero che bisognava tagliare due denti sanissimi , perch'erano un po' scuri , e metterne due di porcellana .

Ella ne mise due di porcellana .

La mandarono da una bustaia , che le fece un busto , il quale distribuiva il seno , il ventre , i fianchi ed il resto , come un'equazione di primo grado .

Ella, in quel busto , ricontemplò le forme che il suo corpo aveva durante il primo viaggio di nozze .

Le vendettero una maschera di caucciù , per reprimere il doppio mento .

Ella si mise ogni notte la maschera di caucciù .

Le consigliarono di farsi mezzo rossa e mezzo bionda .

Ella conobbe i miracoli dell'acqua ossigenata e della tintura di henné .

Le dissero che poteva benissimo farsi crescere le ciglia e mettere in allenamento la propria pelle con i massaggi più complicati .

Ella si lasciò pizzicare , flagellare , manipolare , spalmare , strofinare in tal guisa , che la sua pelle , morbida per tradizione , divenne addirittura quella d'una bambina .

E, quanto alle ciglia , le parve che si fossero allungate .

Oh, se avesse potuto vederla così rinfrescata il suo calamitoso Maestro di scherma ! Quell'agile maestro di scherma , ch'era costato a' suoi risparmi un così gran numero di svolazzanti cravatte ! Quell'uomo indimenticabile , tutto punta e a fondo , che turbava i sogni della sua canonica età !...

Povera Caterina Malespano , momentanea zitella di quarantaquattro anni , tornata zitella isterica per opera dell'Institut de Beauté !...

Bisognava trovare un rimedio .

Lo trovò . Sebbene con scandalo di Bluette .

Maurice , maître-d 'hotel impeccabile come un diplomatico , aveva quasi l'aitanza d'un maestro di scherma ; era grigio su le tempie , ma nero e ben pettinato sul cranio diviso da un filo rettilineo .

Tutte le sere Maurice le preparava una tazza di camomilla ; vecchia abitudine .

Una sera la camomilla si raffreddò sul tavolino .

Bluette in quel mentre ballava su la scena di Marigny , e, nella sua bianca innocenza , mai avrebbe osato concepire un così grave sospetto . Ma Linette , cameriera dalle calze di voilé , una sera , svestendola , glielo disse con molto garbo :

- Madame votre mère souffre-t-elle de douleurs aux reins ?

- Pourquoi , Linette ?

- Chaque nuit Maurice est appelé pour lui faire des massages , qui durent parfois très longtemps , Madame ...

Interrogata il giorno appresso in modo repentino , la semibionda e semirossa Caterina Malespano affermò semplicemente che Maurice era un uomo di buona famiglia , - purtroppo decaduta .

E poi, c' era forse un mezzo più gradevole per imparare il francese ?

 

Certo ve n'era un altro, ma lento e faticoso : quello che il Grande Industriale aveva con dolcezza fatto subire a Bluette .

Gli uomini di Francia raccolgono talvolta le loro amanti dalle avventure della strada , ma spesso le abbandonano che già son perfette come vere signore . Per essi è grande sofferenza vivere con una donna la quale manchi di finezza nell'intendere la vita e nel discorrere d'ogni argomento con amabile brìo ; e poichè si viene al mondo per ammaestrarsi nell'eleganza del vivere , trovano che l'amore non impedisce di farsi un'educazione .

Così le figlie di Montmartre o del Bois de Vincennes giungono a conversare con gli Accademici .

L'aria stessa di Parigi è una scuola d'improvvisazione ; ma le più diligenti alunne trovano anche il tempo , tra il bagno e l'ora del tè , fra l'ora del tè e quella del teatro , di ascoltare in vestaglia la voce monotona di una vecchia professoressa che ama le caramelle , o d'un laureando provinciale che abita verso il Quartier Latino .

Così fece Bluette , che per istinto era di tutto curiosa , intellettiva e docile come una vera donna .

Al Grande Industriale dava noia quel suo residuo d'accento transalpino , e più ancora la tranquilla ignoranza ch'ella rivelava in ogni materia dello scibile quotidiano .

Era un uomo così persuasivo , che avrebbe indotta una monaca a ballare il tango .

Mimi Bluette non sapeva resistere alla dolcezza .

E per l'appunto egli fece venire una vecchia lunatica professoressa , la quale amava dare a' suoi discepoli questo bel tema eroico-sentimentale : "Il y avait la guerre en Algérie . Mademoiselle X. était fiancée à un sous-lieutenant des spahis , qui tomba au champ d'honneur . Racontez .... etc."

Era la sua storia .

Più tardi le fece impartir lezioni da un giovine laureato incollocabile , erudito squallido e con molta forfora , che aveva la manìa di far strada nella Capitale .

Questi le rammentò in modo singolare quello Studente in medicina , che le dette il primo brivido .

Fu nel mese d'Aprile , verso l'ora in cui le stanze dei quarti piani diventano buie , guardando la primavera che tramonta sui tetti luminosi delle stupende città .

Come quel tempo era lontano !... Bluette rise . Le pareva un sogno .

E imparò che il verbo "s'en aller ", al soggiuntivo imperfetto , fa: "que je m'en allasse , que nous nous en allassions , que vous vous en allassiez , qu 'ils s'en allassent ..."

E imparò che "Pépin le Bref fonda la dynastie des Carlovingiens ...">

Lesse Chateaubriand , Renan , etc ; il che la fece tornare con molto gaudio alla letteratura dei coniugi Willy .

Se non si fosse fatta sorprendere con un certo Hubert Normand , giovine commediografo di molto avvenire , il Grande Industriale l'avrebbe fors 'anche sposata .

Ma che triste fine per lei, seppellirsi , così bella e così giovine , all'ombra di un vecchio marito ... Per lei, povera Bluette , nel suo lieve cuore azzurro , che pesante malinconia !...

 

No, certamente non lo amava . Era una sbadataggine della sua dolcezza , una piega naturale della sua curiosità . Il futuro Accademico Hubert Normand era in quell'inverno l'avventura di moda . E siccome Dorée d'Arnac , una fra le più belle donne di Parigi , gli aveva buttate le braccia al collo , una sera , in un cabaret , certamente non v'era una ragione al mondo perchè Mimi Bluette fosse con lui più severa della sua emula ed amica Dorée d'Arnac .

Solo preferì che questo non avvenisse in un cabaret . E fu il suo torto . Perchè il Grande Industriale avrebbe forse perdonato più facilmente .

Invece non perdonò .

Chi le rese il piccolo servizio di farglielo sapere fu colei dell'altra riva , ossia Marthe d'Aussolles , che per gli svaghi del Grande Industriale teneva in serbo , nel focolare di Normandia , una sua fresca parente .

In tali circostanze il bravo Jack Morrison le fu di buon consiglio .

- S'il vous quitte , Bliouette , ce n'est pas très grave , - disse con la sua calma laconicità , chiamandola come sempre "Bliouette ", in grazia dell'accento americano . - Venez à Londres avec moi . Nous danserons à l'Hippodrome . C' est la "Season ".

- Eh bien , si tu veux , allons-y , mon brave Jack !

 

Sette ore di viaggio . La Manica . John Bull che s'innamora e va in delirio davanti alla scena dell'Hippodrome . Nel camerino di Bluette , le pallide rose di Henley , i fiori soavi e calmi della primavera inglese . Vengono, i bellissimi emuli di Lord Brummel , a carezzare con i lor occhi d'innocenti la ballerina di Francia , Mimi Bluette . Jack Morrison fa da interprete . Jack Morrison è un po' geloso . All'americana , con la pipa fra i denti , la bocca serrata . È un andirivieni d'assidui nel suo leggiadro salotto al Carlton Hotel . Un giorno , sopra un vassoio forbito , vi entra il biglietto da visita di Lord G. A. M. F. B. - precede il nome .

Il biglietto da visita d'un Inglese qualchevolta sembra un manuale semaforico .

Quello di un Tedesco è un diploma universitario .

Quello di un Americano del Sud è un tentativo di riconciliazione con la madre patria .

Lord G. A. M. F. B. - precede il nome - era un uomo che su tutte le cose aveva il suo punto di vista .

Così volle averne uno anche su Mimi Bluette . La quale frattanto aveva imparato a far pagare molto caro i suoi punti di vista .

Jack Morrison minacciò di andarsene ; e quel giorno , sebbene fosse Americano , aveva le lacrime agli occhi .

Ma Bluette era certa che Jack si rassegnerebbe .

Così fu.

Lord Alfabeto usava una maniera ben diversa da quella del Grande Industriale per fare le stesse cose . Poichè v'era di mezzo la Manica .

Non apprezzò affatto la sua cultura , ma insistette con molto garbo su varie sfumature , finchè giunse a persuaderla , per esempio , che le ostriche del Colchester superano di gran lunga tanto les Ostende come les Marennes . Le fece inoltre sapere che gli Americani son forse un popolo rispettabile , ma non parlano affatto l'idioma inglese . Perciò non si fidasse troppo dell'interprete Jack . L'avvertì che il popolo di Londra finge di coricarsi a mezzanotte e mezzo , perchè , dopo quest'ora proibitiva , la legge vuole che il popolo inglese finga di non amare più il gin . E le fece scommettere molte lire sterline sopra cavalli che, in media , vinsero due volte su tre.

Lord Alfabeto non era vedovo nè ammogliato ; perciò mancava di prole . Si era fatto molto ricco nelle Colonie . Adesso riposava . Cioè, questo Lord in riposo , era d'un'attività sorprendente . Bell' uomo , con una faccia pura e nobile , aveva una sua maniera impassibile di prendere in giro l'universo .

Con Mimi Bluette spese un diluvio di sterline , delicatamente , ma la prese in giro .

Ella ebbe l'impressione di fare altrettanto.

E rimasero buoni amici .

Soltanto , quand'ebbe ripassata la Manica , ella si accorse di portare 2 in sè , dall'Inghilterra , una intrusa vita nascente . Non ne fece parola con alcuno e tanto meno con sua madre ; rimase tre giorni a letto , credendosi malata . Bluette si domandava con stupore perchè la cosa non le fosse mai capitata prima. La sua maraviglia iniziale si mutò a poco a poco in un singolare spavento .

Verso la sera del terzo giorno incominciò a chiedersi di chi poteva essere il figlio . Era stata quattro mesi a Londra . Le parve dapprima che dovesse avere nel grembo un giovine Lord Alfabeto . Poi si ricordò che poteva essere anche un piccolo Jack . Il dubbio le fece quasi piacere . Non era certo innamorata di Jack , ma gli voleva molto bene .

Mentre volgeva tra sè questi accorati pensieri , entrò nella camera la bionda Caterina , per chiedere a sua figlia se volesse pranzare . Bluette cacciò la testa sotto il lenzuolo e con irritazione rispose che la pregava di non darle noia .

Mandò invece a chiamare il suo bravo laconico Jack .

- Assieds-toi là , Jack .

Là , voleva dire sul letto , vicino alle sue braccia nude , nel posto vuoto che lasciava il suo corpo sollevato sopra un gomito . I suoi bellissimi capelli mal pettinati si appigliavano alle trine dei due guanciali . Accese una sigaretta e, dopo averne aspirato un paio di boccate , la mise tra le labbra di Jack .

La lampadina elettrica saettava un circolo d'oro sui capelli di Jack . Le sue larghe spalle ben modellate sembravano assoggettarsi con fatica al suo costante vizio di tenere le mani in tasca .

- Jack : pourquoi ne m'embrasses-tu pas ce soir ?

Egli la guardò senza rispondere , poi si carezzò la punta del naso , infine riferì :

- Berton a dit que , si nous acceptons l'engagement pour Genève , il nous donnera cinquante louis par soirée .

- Au diable toi et Berton ! Je demande pourquoi ne m'embrasses-tu pas ?

- Parce que je suis très irrité contre vous , Bliouette .

- Est-ce vrai , mon pauvre Jack ?

Allora gli diede un bacio sovra un occhio e ridendo si rovesciò sui cuscini . Con lui non aveva pudore ; l'arruffata sua camicia si apriva come un guscio di castagna , ed appariva di qua, di là , sotto il lieve schermo del lino colore di Bluette , la bella ertezza del seno ereditato .

- Tu es un boudeur , Jack !

- C' est vous qui êtes méchante , My Blu .

- Pourquoi méchante ?

Jack si volse d'acchito , con uno di que' suoi movimenti agili e deliberati , da ballerino . Si appoggiò sul corpo disteso di Bluette , e leggermente si mise a carezzarle i due seni , con una casta impudicizia , come suol fare chi spartisce una bella criniera .

- Avez-vous la fièvre , My Blu ?

- La fièvre ? Mais jamais de la vie !

- Est-ce par hasard votre foulure à la cheville qui vous fait mal ?

- Pas du tout . Voilà mon pied .

Lo trasse fuori dalla coltre disordinata , e lo muoveva con agilità , come una piccola mano venata . Egli si volse , prese il piede per la sua liscia incurvatura , e lo teneva nei due palmi come se ne provasse un delicato piacere .

- Mais alors , pourquoi êtes-vous couchée ?

- Viens plus près , Jack ... baisse-toi ... je dois t'avouer un grand secret , mais tout bas , à l'oreille ... Ou bien ... ferme la porte d'abord , puis déshabille-toi et viens te coucher dans mon lit .

Jack guardò l'orologio : erano le sei e tre quarti . Gli parve che l'ora non fosse adatta ; ma rimise l'orologio nel taschino e andò a chiudere la porta .

- Deux tours de clé , Jack . Sans ça on peut ouvrir quand même . Tu sais que ma mère est très curieuse .

Jack si tolse la giacchetta , cercò dove posarla , ma infine la buttò per terra . Jack era molto contento , ed i suoi occhi brillavano , poichè My Blu non era spesso così gentile con lui. Gl'importava ora pochissimo di conoscere quel segreto misterioso . In genere le confidenze delle donne gli parevan degne d'un interesse molto limitato .

- My Blu , je suis en train d'arranger une nouvelle danse . Vous allez voir : des pas extraordinaires !

- Vrai ? Encore une valse ?

- Non pas ; un Rag-Time .

- Oh, un Rag-Time !... Alors je me lève et tu vas me l'apprendre .

- Oui , levez-vous , Bliouette .

Jack aveva ancora i calzoni , My Blu era in camicia . Mise un paio di scarpette in pelle d'antilope , senza nemmeno infilarsi le calze . Si formò con le trecce un grosso nodo su la nuca . Per terra v'erano gli indumenti di Jack ; non tutti: qualcuno era sul letto .

Com'egli faceva sempre, per incominciare ad insegnarle una danza nuova , l'abbracciò fortemente , con una dolcissima brutalità . Poi la tenne fra le sue braccia e prese a farla girare . Fischiettava , per segnare il tempo , l'aria di "How do You do , Miss Rag-Time ?"

Per Mimi Bluette ballare un nuovo ballo era come per certe donne prendersi un amante nuovo . Lo capiva súbito . Di questo Rag-Time impazziva . Lo trovò "foolish and sweet ", pazzo e dolce , secondo la definizione di Jack .

Come tutte le danze , questo passo andò a finire sul letto .

 

- Jack , mon petit ... - disse una mezz' ora più tardi My Blu , passando le dita fra i capelli d'oro dell'Americano , - une chose pourtant m'intrigue ... Ce gosse , est-il un petit sujet du Président Roosevelt ou bien du Roi d'Angleterre ? Y-a-t il en toi ce qu 'on appelle la voix du sang ?

- Question très grave , - rispose Jack . Poi si mise a riflettere . In ultimo affermò : - S'il était de moi , j 'en serais bien aise .

- Moi aussi . Au fond je préfère .

- Comme c' est gentil de votre part , My Blu !

- Mais , vois-tu , il n'y a guère de contrôle possible , et je serai toujours hantée par ce doute .

- Yes , très grave , - ripetè , per la seconda volta , il laconico Jack . My Blu si fece dare una sigaretta . Ne accendeva quaranta o cinquanta al giorno senza fumarne che un paio di boccate .

- Voyons , Jack : penses-tu que je doive le laisser naître ?

- Ça dépend , My Blu . Si vous acceptez ma proposition oui ; autrement pas .

- C' est-a-dire ? Vous épouser . Jack ?

- Quite right , My Blu ! - egli rispose con una brevità quasi arrabbiata . Bluette lo guardò negli occhi , per un attimo , in silenzio , poi disse :

- Je n'en ai pas envie , Jack .

L'Americano si strinse nelle spalle .

- Très bien . Alors c' est un fils de Lord .

- Sans doute ... un petit Lord ! Mais toi , sois gentil , Jack : lève-toi , prends la plume et écris ce que je vais te dire .

Siccome Jack indugiava , lo spinse fuori dal letto .

Allora s'intesero le nocche della madre Malespano battere discretamente all'uscio . Bluette s'irritò ; le rispose in malo modo :

- Mi fai questo santo piacere di lasciarmi stare, che sto imparando un passo di Rag-Time ?...

La santa donna se ne andò via dolcemente .

- Ecris , Jack . Bien ou mal , peu importe ; avec ou sans tes prodigieuses fautes d'orthographe , peu importe . Je recopierai la lettre quand même . Ecris :

"Cher ami ,

J 'ai quelque chose à vous dire ... - Non, efface ! - "Cher ami , j 'aime autant vous le dire sans trop de détours ..."

- Doucement , doucement ... - pregò Jack , il quale ballava meglio che non scrivesse .

- ... détours " - deux points , majuscule : - Je suis enceinte de vos œuvres , et cela interrompt ma carrière , sans compter ..."

- Pooh ! indeed ! - bestemmiò Jack , buttando via la penna . - Comment faire , à present que vous ne pourrez plus danser ?

- On ne dansera pas , c' est très simple , - disse Bluette in modo affabile . - As-tu écrit ?

- Je n'ai rien écrit , Bliouette . Je change d'avis . Ce gosse , il ne sera ni un danseur ni un Lord . Ce gosse , n'étant pas encore né, il peut très bien ...

- Chut ... Ecris et laisse-moi faire .

Jack ripetè :

- "... ma carrière , sans compter ..."

- "... sans compter que , avoir un gosse " - virgule - "pour une femme sans mari " - virgule - "c' est le plus grand malheur qui puisse lui arriver !" - Point d'exclamation ! Non: points de suspension .... Non: d'exclamation ! Enfin , comme tu voudras .

- Je comprends , - disse Jack , mettendo l'uno dopo l'altro tutti quei punti che gli eran ordinati . - Vous désirez que le Lord vous épouse .

- Tu es un âne . Jack ! Ecris et tais-toi : - "Une fausse-couche me serait impossible , parce que ..." Non c' est un peu brutal ... Ecris : - "Que faire ? Je ne voudrais pas te causer d'ennuis , et je suis pourtant hors de moi-même ... Le médecin m'a dit " - virgule - "qu 'ayant un défaut dans la matrice " - virgule - "je le porterai bien difficilement 3 jusqu 'au bout ; mais , qu 'essayer n'importe quelle manœuvre , serait fatal pour moi ."

- Quei est le médecin qui a dit ces bêtises ?

- Tu es un âne , Jack ! Il vaut toujours mieux avoir un défaut dans la matrice .

- Ah...

- Et pourquoi te sers-tu d'un "âh " si ouvert , avec une voix si nasillarde ? N'avons-nous pas été à Londres ? Il me semble que tu pouvais au moins corriger ton accent transatlantique .

Adesso My Blu s'intendeva di pronunzie . Ma Jack alzò le spalle . Ripetè , con il suo francese yankee :

- "... serait fetell pour moi ."

- Point . - "Tu me connais , chéri , et tu sais très bien qu 'à Londres j 'ai envoyé promener tous tes amis . Aussitôt rentrée à Paris je devais avoir ..." - Points de suspension ... "... et rien !" Point d'exclamation ! - "Je n'ai pas voulu t'écrire avant d'en être sûre . Enfin , je suis affolée , je ne sais à quoi me résoudre , je ne quitte pas le lit depuis sept jours ... "

- Trois jours .

- La barbe ! J 'ai dit sept ! - "... et si tu ne viens pas de suite , c' est moi qui viendrai à Londres , aussitôt que le médecin me le permettra . Tu es un gentleman , je le sais ; et puis , peut être que tu aimes un peu ta pauvre petite

/* Bluette " */

A présent relis ce que tu as écrit , Jack .

Questi ubbidì . Bluette si carezzava il mento .

- Relis encore une fois , Jack .

Egli ubbidì nuovamente . Allora Bluette buttò per aria i lenzuoli .

- En as-tu écrit des bêtises , mon pauvre Jack ! Déchire vite ce chef-d 'œuvre et passe-moi la plume . Je vais tout simplement lui envoyer une dépêche .

- Pourquoi la déchirer ? Cette lettre est excellente .

- Encore une fois . Jack , tu es un âne . Le Rag-Time est un affaire , la littérature en est une autre . Donne-moi une feuille de papier et rhabille-toi vite : je vais t'envoyer au Bureau de Télégraphe .

L'inventore d'un passò di Rag-Time docilmente ubbidì .

 

Ma quando arrivò a Parigi quel puro gentiluomo ch'era Lord Alfabeto , le cose complicate si accomodaron come per incanto .

Egli le fece una sontuosa rendita vitalizia , disse con amabilità che i figli sono molto spesso una indimostrabile opinione materna , pregò di dare al nascituro , se fosse un maschio il nome di Patrick , se una femmina quello di Eleanor , poi, con un soprabito quasi giallo , ritraversò la Manica .

La Manica è quel canale che impedisce agli Inglesi di essere nevrastenici come i popoli continentali .

Ed allora il Forse-Patrick , nel terzo mese d'incubazione , risolse di non venire al mondo . Sparì , per non dar noia a sua madre , con un atto d'abnegazione del quale soltanto fu testimone un giovine allievo di Doyen .

Il Forse-Patrick era una creatura splenética , la quale decise di andarsene via dal mondo senza nemmeno darsi la pena di scegliere un sesso , per uggia della vita .

E fece bene . Poichè aveva capito che tutto si riduce in fondo a scegliersi un posto nel cimitero .

My Blu frattanto era divenuta molto ricca . Possedeva "i suoi mobili ", anzi un leggiadro palazzo verso i Campi Elisei , molti gioielli , uno sterminio d'abiti , un tesoro di pizzi antichi e di tutte le maraviglie femminili che producono i gloriosi atelieri di Parigi ; possedeva le sue rendite professionali ed infine la rendita vitalizia datale in premio della sua faticosa maternità .

Era una piccola creatura felice . Sembrava un'orchidea coltivata in una serra calda ; per di più mandava profumo . C' era in lei, cosparsa nelle vene della sua pelle bionda , una luce d'anima che irradiava buon odore . Parigi la Magnifica le aveva regalato un soffio dell'anima sua transitoria e splendente , l'aveva circonfusa con le stelle de' suoi fugaci paradisi .

Ve n'eran altre forse più belle , più intelligenti forse di Bluette ; ma Bluette era di moda , e la moda è una gloria che non si può esaminare a lume di critica . La moda è la vera potenza che decretano le folle , per un caso plebiscitario , per una specie di curiosità collettiva , che talora , dal nulla, fa scaturire persino l'ingegno . La moda è il caso fortuito che governa il pensiero , l'arte , la bellezza , insomma la vita . Non sempre fu di moda quello che fu grande , ma sempre una certa grandezza brillò e s'avvolse intorno ai capricci di questa universale divinità .

Forse lo stesso capolavoro null'altro è che il figurino più espressivo d'una moda oltrepassata , le religioni stesse null'altro sono che una maniera illogica e mutevole di vestire con una stoffa decente la nudità pericolosa dell'anima .

E Bluette , che non vagheggiava sogni di conquista , ch'era nata per danzare con poesia e per inflettere le sue dolci reni sotto il peso d'un amante , Bluette che non moveva un dito per guidare la propria sorte , aveva con sè , in modo bizzarro , il favore di quella divinità .

Le cose avvennero a grado a grado , con ordine sapiente . Se Bluette l'avesse fatto apposta , non vi sarebbe riuscita mai.

Così a Parigi erano senza dubbio in gran numero que' finanzieri di alta maestrìa che tramavano affari loschi ed ammaestravano il denaro ad esiliarsi dalle tasche altrui. Ma ella fu amata proprio da quello, che, oltre a circondarla d'un lusso vanderbildiano , le regalò anche uno scandalo clamoroso , uno di quegli scandali periodici che alla divina Parigi sono necessari come il Gran Prix de Longchamps . Poichè la Corte d'Assisi è il primo teatro della Metropoli ed i giudici della Senna sono artisti non meno ammirevoli dell'ammirevole M. r Le Bargy . In Francia si è riusciti a trovare nel crimine un elemento di utilità sociale . Altri paesi cercano di fare la stessa cosa, ma i loro scandali mancano di saggezza e d'allegria . Così altri paesi cercano di creare Mimi Bluette , ma per essi è fatica perduta . Mimi Bluette è un fiore dell'aria parigina , se pur talvolta vien d'oltralpe o d'oltremare .

Il Finanziere dunque rubò , poichè i suoi affari probabilmente non gli consentivano di farne a meno; ma ognuno disse che aveva rubato per alimentare lo sfarzo di Bluette . Un bel giorno ella vide la propria fotografia esposta nelle vetrine fosforescenti , proiettata nei cinematografi , pubblicata nelle riviste e nelle prime pagine dei giornali di Francia .

Sciami di giornalisti vennero ad intervistare la famosa My Blu , ed alcuni si dettero anche la pena d'inventarle straordinarie biografie , che il mattino dopo , seduta sul letto , ella si mise a leggere con molto stupore . I giornalisti , al giorno d'oggi , sanno trarre dal nulla biografie così verosimili , che gli stessi protagonisti a poco a poco si convincono d'averle vissute .


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Alle donne piace il porno: ecco cosa guardano in rete

Esattamente come gli uomini, anche il 'gentil sesso' possiede delle fantasie erotiche molto piccanti che, taciute per imbarazzo, adesso vengono smascherate dalle chiavi di ricerca digitate sul web

Lo fanno ma non lo dicono le femminucce intimidite dalla timidezza moralista che, proprio come gli uomini, si dilettano nel trascorrere piacevoli minuti di diletto cercando in rete materiale pornografico da guardare sole o in compagnia.

A smascherare il birbante passatempo, sono stati i dati raccolti dai principali portali che consentono la visione dei video per adulti che hanno scoperto quali siano i generi più visti e cliccati sui motori di ricerca interni attraverso dei sondaggi anonimi molto puntuali ed esaustivi.

Nel video creato apposta per mostrare con l'ironia di simpatiche immagini la classiffica delle chiavi di ricerca più digitate dal gentil sesso, è possibile, pertanto, conoscere le fantasie erotiche 'rosa' più diffuse nell'etere, alcune veramente impensabili.

GUARDA IL VIDEO

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Commenti (1)

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    enzo longo

    Se a te piace il sesso, devi essere propenso a pensare che anche alla tua partner piaccia il sesso. L'uso oculato, corretto e mai abusato della pornografia (che come tutto ciò che finisce in "grafia" indica una lezione, un apprendimento, una crescita, attraverso la scrittura - in questo caso puramente semantica - delle cose della vita) sarebbe auspicabile perché una coppia cristiana possa vivere serenamente quell'atto di amore profondo e divino che è la sessualità. Prova ad immaginare un atto sessuale poco appagante, non sarebbe messa forse a rischio la sacralità stessa del coito, qualora l'uomo non dovesse arrivare e depositare il seme nel ventre della donna? Ecco allora che la pornografia cristiana si rende uno strumento necessario al compimento del sacro volere divino, senza dubbio alcuno. Fraternamente.

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Imam: “Donne bianche prostitute da stuprare”



“Il loro codice di abbigliamento, dalle minigonne ai top senza maniche, è ritenuto dagli Imam e dai loro seguaci, corrispondere alla loro impurità e immoralità. Secondo questa mentalità, queste donne bianche meritano di essere punite e quindi, per il loro comportamento,   essere sfruttate e degradate con lo stupro”.

E’ emerso che la banda di stupratori islamici di Oxford è stata promossa dagli  imam che predicano ai seguaci a pensare che le donne bianche meritano di essere “punite”. Lo ha ammesso lo stesso esponente islamico Taj Hargey.

Secondo lui razza e religione sono indissolubilmente legate alla recente ondata di stupri della “gang di Oxford”, in cui uomini musulmani hanno preso di mira ragazze bianche minorenni. Tutti gli aguzzini erano islamici di differenti paesi, e tutte le vittime ragazzine inglesi bianche.

All’inizio di questa settimana sette membri del gruppo di Oxford sono stati giudicati colpevoli di rapimento, stupro e atti di “estrema depravazione” nei confronti di giovanissime inglesi.

I sette musulmani  “deliberatamente presero di mira vulnerabili ragazzine bianche, che consideravano come ‘carne facile’, per usare uno dei loro termini rivelatori “.

Questo atteggiamento è stato promosso dai leader religiosi. “A un certo livello, la maggior parte degli imam nel Regno Unito semplicemente utilizzano i loro sermoni per promuovere l’uso del hijab e anche del burka tra i loro aderenti di sesso femminile. Ma il risultato è la misoginia brutale che vediamo in quello accaduto a Oxford. Perché per loro chi non ha burka o velo è una puttana e come tale deve essere trattata”.

Agli islamici nelle moschee viene insegnato che le donne sono “cittadini di seconda classe, poco più di beni mobili o beni sui quali hanno autorità assoluta”, afferma.

“Il punto di vista dei predicatori islamici nei confronti delle donne bianche può essere spaventoso. Essi incoraggiano i loro seguaci a credere che queste donne sono abitualmente promiscue e prostitute da stuprare.

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“Il loro codice di abbigliamento, dalle minigonne ai top senza maniche, è ritenuto dagli Imam e dai loro seguaci, corrispondere alla loro impurità e immoralità. Secondo questa mentalità, queste donne bianche meritano di essere punite e quindi, per il loro comportamento,   essere sfruttate e degradate con lo stupro “.

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3 pensieri su “Imam: “Donne bianche prostitute da stuprare””

  1. Pingback: No alle moschee
  2. Marte Ultore ha detto:

    Difendere le nostre donne, punto. Se non lo facciamo allora meritiamo anche un bel siluro scuro e tosto in culo. Ma magari a qualcuno piace, e ciò spiega molte cose…

    Accedi per rispondere
  3. Sabrina ha detto:

    la politica europea si cala le braghe davanti agli islamici, ma il problema è che non sono i politici a pagare per la loro ignavia, ma putroppo pagano i cittadini.

    Accedi per rispondere

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