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Frasi e aforismi sulla falsità, le persone false, l’ipocrisia e la finzione

Tutti, a nostro modo, siamo stati falsi in alcuni momenti della nostra vita: a volte per educazione, a volte per paura e istinto di sopravvivenza, a volte per un sentimento di smarrimento, a volte perché non sapevano che cosa dire. Ma poi ci sono le persone “autenticamente false”, quelle che mettono in atto, talora in modo inconsapevole, la loro finzione.

Presento una selezione di frasi e aforismi sulla falsità, le persone false, l’ipocrisia e la finzione. Per gli articoli correlati si veda anche Frasi, citazioni e aforismi sulla verità e la sincerità, Frasi, citazioni e aforismi sulla spontaneità, Frasi, citazioni e aforismi sulla cattiveria e malvagità e Frasi, citazioni e aforismi sulla menzogna, le bugie e i bugiardi.

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Frasi e aforismi sulla falsità, le persone false, l’ipocrisia e la finzione

falsità_finzione_ipocrisia

Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti.
(Luigi Pirandello)

Siamo tutti impostori in questo mondo, noi tutti facciamo finta di essere qualcosa che non siamo.
(Richard Bach)

La morte lo colse all’improvviso. Ma con una ragguardevole presenza di spirito, rimediò buttandosi sulla poltrona e componendo il viso nella più decorosa delle espressioni. L’ipocrisia aveva vinto fino alla fine.
(Francesco Burdin)

Il vero sta bene con tutto. Il falso, con tutti.
(alfcolella, Twitter)

E finsero felici e contenti.
(alberthofmann72, Twitter)

Bisogna diffidare di due categorie di persone: quelle che non hanno personalità, e quelle che ne hanno più d’una.
(Anonimo)

Per me odioso, come le porte dell’Ade, è l’uomo che occulta una cosa nel suo seno e ne dice un’altra.
(Omero)

Noi siamo ciò che fingiamo di essere, quindi dobbiamo essere attenti a ciò che fingiamo di essere.
(Kurt Vonnegut)

Abbiamo due tipi di morale fianco a fianco: una che predichiamo, ma non pratichiamo, e un’altra che pratichiamo, ma di rado predichiamo.
(Bertrand Russell)

L’uomo è un animale che finge, e non è mai tanto se stesso come quando recita.
(William Hazlitt)

La gente falsa non parla, insinua. Non conversa, spettegola. Non elogia, adula. Non desidera, brama. Non chiede, esige. Non sorride, mostra i denti. La gente falsa è povera di spirito, poiché non cammina, striscia nella vita, sabotando la felicità altrui. La gente falsa ignora la bellezza e la nobiltà d’animo perché non ama, e così finisce per non vivere, esiste appena…
(Anonimo)

Ogni falsità è una maschera, e per quanto la maschera sia ben fatta, si arriva sempre, con un po’ di attenzione, a distinguerla dal volto.
(Alexandre Dumas)

La vita è un vaso invisibile e tu sei ciò che vi getti dentro. Getta invidia, insoddisfazione, cattiveria e traboccherà ansia. Getta gentilezza, empatia e amore e traboccherà serenità
(Fabrizio Caramagna)

L’ipocrita lo riconosci subito. Ha una maschera sull’anima.
(Vinkweb, Twitter)

Gli specchi sono di solito utilizzati per verificare se la maschera è ancora in ordine.
(Jacques Wirion)

Ci guadagneremmo di più a farci vedere come siamo che a cercar di apparire quel che non siamo.
(François de La Rochefoucauld)

Ci sono individui composti unicamente di facciata, come case non finite per mancanza di quattrini. Hanno l’ingresso degno d’un gran palazzo, ma le stanze interne paragonabili a squallide capanne.
(Baltasar Gracián)

– Mamma, perché al mattino la gente non sorride?
– Perché ha ancora troppo sonno per mentire con efficacia.
(Comeprincipe, Twitter)

Piano con le parole.
C’è il controllo elettronico
della sincerità.
(oppyum, Twitter)

Nell’antica Grecia “l’ipocrita” era un attore, il problema è nato quando l’ipocrita è sceso dal palco continuando a recitare il suo ruolo
(ancora_tu, Twitter)

Se volevo piacere a tutti nascevo Bugia.
(ziacoca, Twitter)

Nessuno può, per un periodo che non sia brevissimo, indossare una faccia da mostrare a se stesso e un’altra da mostrare a tutti gli altri, senza alla fine trovarsi nella condizione di non capire più quale possa essere la vera.
(Nathaniel Hawthorne)

Tutti noi indossiamo una maschera, e arriva il momento in cui non siamo in grado di rimuoverla senza rimuovere alcuni lembi della nostra pelle.
(André Berthiaume)

L’uomo finge continuamente di essere quello che non è; è un modo per nascondere se stesso. Chi è brutto cerca di sembrare bello, chi è preda di angosce cerca di sembrare felice, chi non sa niente cerca di dimostrare di sapere tutto. E le cose vanno avanti in questo modo. Se non diventi consapevole dei tre idioti che sono in te, non diventerai mai un saggio. È superando i tre idioti che si diventa realmente saggi.
(Osho)

Pur di non fare i conti con la realtà preferiamo convivere con la finzione, spacciando per autentiche le ricostruzioni ritoccate o distorte su cui basiamo la nostra visione del mondo.
(Massimo Gramellini)

Sono stato sempre attore, e sul serio.
Ogni volta che ho amato ho finto di amare, e ho finto con me stesso.
(Fernando Pessoa)

Com’è stupido colui che cerca di rimediare all’odio degli occhi con il sorriso delle labbra.
(Khalil Gibran)

La spontaneità è una posa difficilissima da mantenere.
(Anonimo)

L’ipocrisia è un compito ventiquattr’ore su ventiquattro.
(William Somerset Maughan)

Ci sono molte persone nel mondo, ma ci sono ancora più volti, perché ognuno ne ha diversi.
(Rainer Maria Rilke)

Non esiste nessuno così affezionato al suo volto che non accarezzi l’idea di presentarne un altro al mondo.
(Antonio Machado)

Ci sono tanti diamanti falsi in questa vita che passano per veri, e viceversa.
(William Thackeray)

Quando la necessità ci costringe a usare parole sincere, cade la maschera e si vede l’uomo.
(Lucrezio)

Non siamo mai così poco liberi come quando tentiamo di recitare.
(Oscar Wilde)

No m’interessa minimamente la maschera che indossi, il ruolo che interpreti. M’interessa capire se la parte ti sta togliendo il tutto
(serafinobandini, Twitter)

I vizi, le virtù, la verità, la falsità, l’amore, l’odio… tutto è dentro di noi. Tocca a noi scegliere cosa mettere fuori.
(Menotti Lerro)

Mai iniziare una frase con le parole “Senza offesa”.
(Gretchen Rubin)

Non mi piacciono i falsi. Non mi fido dei modesti.
Figuratevi i falsi modesti.
(alfcolella, Twitter)

Il falso in amore, quello sì che è un reato
(Ceciliaseppia, Twitter)

Io nacqui a debellar tre mali estremi: tirannide, sofismi, ipocrisia.
(Tommaso Campanella)

Qualunque cosa tu condanni, quella cosa l’hai fatta prima tu stesso.
(Georg Groddeck)

La falsa indignazione è la più ripugnante forma d’ipocrisia.
(Henry de Montherlant)

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che siete simili a sepolcri imbiancati, belli di fuori, ma pieni dentro di ossa di morti e di ogni sporcizia!
(Vangelo di Matteo)

L’ipocrisia è il lubrificante della società.
(David Hull)

Tutti ti parlano alle spalle. Solo il cielo ti parla in pieno viso.
(Fabrizio Caramagna)

Oggi è la giornata mondiale di chi è forte per finta e finto per forza.
(Comeprincipe, Twitter)

Volto di miele, bocca di fiele.
(Proverbio)

Chi t’accarezza più dell’usato, o t’inganna o ti ha già ingannato.
(Proverbio)

La nostra vita è una catena di menzogne tessuta con molta grazia; con una grazia che se volessimo sempre scoprire la discordanza tra gli atti e le parole, tutte le persone sembrerebbero ipocrite.
(Carlo Maria Franzero)

Siamo tutti ipocriti. Non riusciamo a vedere noi stessi o giudicare noi stessi nello stesso modo in cui vediamo o giudichiamo gli altri.
(José Emilio Pacheco)

Talvolta si cerca di apparire migliori di quello che si è. Altre volte si cerca di sembrare peggiori. Ipocrisia per ipocrisia, preferisco la seconda.
(Jacinto Benevante)

Durante il carnevale gli uomini indossano una maschera in più.
(Xavier Forneret)

L’uomo usa l’ipocrisia più per ingannare se stesso che per ingannare gli altri.
(Jaime Balmes)

Io odio gli ipocriti e tutti quegli stronzi a cui faccio finta di sorridere.
(matteograndi, Twitter)

Sei falso come un “Per 2 persone” sulla confezione dei tortellini.
(kikachan87, Twitter)

Chi parla male del prossimo è un ipocrita che non ha il coraggio di guardare i propri difetti.
(Papa Francesco)

La prima virtù degli uomini davvero grandi è che essi sono sinceri. Essi hanno sradicato l’ipocrisia dai loro cuori.
(Anatole France)

L’ipocrisia, le banconote e la moda sono un’invenzione recente. Ma l’anima, i sogni e il tremolio dell’erba ci sono sempre stati
(Fabrizio Caramagna)

Ci sono uomini tanto abili da trasformare in vantaggio altrui quello che torna a loro favore; e così sembra che concedano ad altri una grazia quando invece sono loro che la ricevono.
(Baltasar Gracian)

Nelle grandi cose gli uomini si mostrano come conviene loro di mostrarsi, nelle piccole, si mostrano quali sono.
(Nicolas de Chamfort)

Seduciamo usando le menzogne e pretendiamo che ci amino per quello che siamo.”
(Paul Géraldy)

L’ipocrisia è il vizio più difficile e sfibrante che chiunque possa praticare; richiede una vigilanza continua e un raro distacco dello spirito. Non lo si può praticare, a differenza dell’adulterio e della gola, nei momenti liberi; è un lavoro a ciclo continuo.
(William Somerset Maughan)

Quando non si è sinceri bisogna fingere, a forza di fingere si finisce per credere; questo è il principio di ogni fede.
(Alberto Moravia)

Confessiamo i piccoli difetti solo per far credere che non ne abbiamo di più grandi.
(François de La Rochefoucauld)

I veri ipocriti sono quelli che cessano di attuare i loro inganni, mentendo con sincerità.
(André Gide)

A volte le persone portano con tale perfezione la maschera che hanno assunto che a tempo debito diventano davvero la persona che sembrano.
(William Somerset Maughan)

L’ipocrisia non è lo strumento dell’ipocrita, ma la sua prigione.
(Nicolás Gómez Dávila)

Eccoli gli uomini: vanno avanti e indietro per la strada: ognuno è un mascalzone e un delinquente per natura, un idiota. Ma se sapessero che io sono un omicida e ora cercassi di evitare la prigione, si infiammerebbero tutti di nobile sdegno.
(Fëdor Michajlovič Dostoevskij)

Tutti abbiamo udito la donnetta che dice: “Oh, è terribile quel che fanno questi giovani a se stessi, secondo me la droga è una cosa tremenda”. Poi tu la guardi, la donna che parla in questo modo: è senza occhi, senza denti, senza cervello, senz’anima, senza culo, né bocca, né calore umano, né spirito, niente, solo un bastone, e ti chiedi come avran fatto a ridurla in quello stato i tè con i pasticcini e la chiesa.
(Charles Bukowski)

È così ipocrita che arriva persino ad ammettere la sua ipocrisia.
(Dino Basili)

L’unico vizio che non può essere perdonato è l’ipocrisia. Il pentimento di un ipocrita è esso stesso ipocrisia.
(William Hazlitt)

L’ipocrisia è un omaggio che il vizio rende alla virtù.
(François de La Rochefoucauld)

E’ scoraggiante pensare quante persone sono scioccate dall’onestà e quanto poche dalla finzione.
(Noël Coward)

Per l’uomo falso, tutto l’universo non è vero, e quando cerchi di afferrarlo stringi un pugno di mosche: è impalpabile. E lui stesso, fino a quando si mostrerà sotto una luce falsa, sarà un’ombra, una cosa che non esiste più.
(Nathaniel Hawthorne)

Puoi nascondere il tuo volto dietro ad un sorriso
Ma c’è una cosa che non puoi nascondere.
È quando tu sei marcio dentro.
(John Lennon)

La vera gloria mette radice, anzi si estende, mentre tutte le false pretese cadono come fiori: una finzione non può durare.
(Mark Twain)

Commenti

  1. Tutte queste citazioni, e delle persone mi hanno fatto pensare anche una mia frase

    Non c’è niente di peggio che mentire a se stessi, scavando nell’ anima di un ipocrita per cercare qualcosa di buono, di vero. Ma questa cosa con il tempo ci porterà tanto dolore da consumarci l’ anima, portando noi stessi all’ ipocrisia per nascondere il male subito!

    Rispondi
  2. Gentile Francesco, grazie per la condivisione del suo pensiero. E’ molto vero.

    Rispondi
    • quante verita !!!

      Rispondi
  3. Non so la fonte ma so che è giapponese:
    “Si pensa che le persone abbiano 3 maschere: una che facciamo vedere a conoscenti e sconosciuti, una ai nostri famigliari e cari e l’ultima è quella che non vorremmo mai far vedere a nessuno, poiché rappresenta il nostro vero io”

    Rispondi
  4. Grazie per la condivisione. L’ho già sentito, devo solo capire qual è la fonte esatta prima di inserirlo.

    Rispondi
  5. È incredibile come alcuni, pur di mantenersi fedeli al proprio personaggio, rinneghino se stessi fino alla morte.

    Rispondi
  6. Grazie delle citazioni, davvero interessanti…

    Rispondi
    • Legendo tutto questo mi sono ricordato di un proverbio calabrese, “qu ti voli chiu beni di patri o di mamma o ti tradì o t’inganna ” traduco in italiano “chi ti vuole più bene di tuo padre o di tua mamma o ti tradisce o ti inganna “

      Rispondi
  7. Un aforisma di cui non so citare la fonte originale ma che viene ripresa sia in psicoanalisi che in religione recita:
    Non c’è peggior ipocrita di chi mente a sè stesso

    Rispondi
  8. La stessa vita dell’uomo è falsitá, è un teatro fatto di maschere e gesti innaturali, strutture fasulle, scuole che non insegnano, brame, sogni illusori, ecc.
    La morte è verità.

    La vita è falsitá.
    La morte è verità.

    Se il genere umano volesse essere vero e sincero dovrebbe quindi suicidarsi in massa ed estinguersi felicemente.

    Rispondi
  9. Una mia riflessione….Diffidate di due categorie di persone: quelle che di personalita non ne hanno e quelle che ne hanno più d’una,indossare una maschera a volte è conveniente ma ci vuole del fegato a vivere col marcio dentro.
    Michael Maretti

    Rispondi
  10. L’ipocrita come il bugiardo deve avere buona memoria,altrimenti potrebbe mentire a se stesso.

    Rispondi
  11. 11 persone diverse, adesso la parola tocca al dodicesimo apostolo… nei commenti che ho letto spero ci sia solo una presa di coscenza di se stessi e della natura umana. Mi auguro che l’unico benessere che avete tratto da questo confronto sia quello di accettare la nostra ipocrisia come un dato di fatto per imparare a domarla con più serenità e maggior determinazione. Perchè se veramente vi sentite diversi per quello che avete capito e detto beh…secondo me siamo tutti uguali. I più forti ne sono solo consapevoli e magari non si rassegnano

    Rispondi
  12. Combatto gli ipocriti con schiaffoni di verità. Funziona, di solito spariscono dal mio orizzonte per sempre.

    Rispondi
  13. Ci sono persone per le quali non basta un libro per descriverle…nel bene o nel male se ne può parlare…ma quando incontri quella che per definizione è vigliacca…
    Nessuna parola proprio nessuna riesce ad esprimerne l’essenza

    Rispondi

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“La bohème” by Giacomo Puccini libretto (Italian Swap French)

 Print-frendly Personaggi

Mimì (soprano)
Musetta (soprano)
Rodolfo, poeta (tenore)
Marcello, pittore (baritono)
Schaunard, musicista (baritono)
Colline, filosofo (basso)
Benoît, il padrone di casa (basso)
Parpignol, venditore ambulante (tenore)
Alcindoro, consigliere di stato (basso)
Sergente dei doganieri (basso)
Doganiere (basso)
Studenti, Sartine, Borghesi, Bottegai e Bottegaie, Venditori ambulanti, Soldati, Camerieri da caffè, Ragazzi, Ragazze, ecc.

Epoca: 1830 circa.
Luogo: Parigi.



Personnages

Rodolfo, poète (ténor)
Mimì, couturière (soprano)
Marcello, peintre (baryton)
Schaunard, musicien (baryton)
Colline, philosophe (basse)
Musetta, chanteuse (soprano)
Benoît, propriétaire (basse)
Alcindoro, conseiller d'Etat (basse)
Parpignol, vendeur de jouets (ténor)
Un sergent des douanes (basse)
Étudiants, ouvrières, vendeurs de rue, soldats, serveurs, enfants


L'action se déroule à Paris en 1830 et 1831.



ATTO PRIMO

In soffitta

(Ampia finestra dalia quale si scorge una distesa di
tetti coperti di neve. A destra un camino. Una tavola,
un letto, quattro sedie, un cavalletto da pittore con
una tela sbozzata: libri sparsi, molti fasci di carte.
Rodolfo guarda meditabondo fuori della finestra.
Marcello lavora al suo quadro "Il passaggio del Mar
Rosso", colle mani intirizzite dal freddo e che egli
riscalda alitandovi su di quando in quando.)

MARCELLO
Questo Mar Rosso mi ammollisce
e assidera come se addosso
mi piovesse in stille.
Per vendicarmi affogo un Faraon.
(a Rodolfo)
Che fai?

RODOLFO
Nei cieli bigi
guardo fumar dai mille
comignoli Parigi,
e penso a quel poltrone
d'un vecchio caminetto ingannatore
che vive in ozio come un gran signor.

PREMIER ACTE

La mansarde

(Une grande fenêtre par laquelle on découvre une
étendue de toits couverts de neige. À droite, une
cheminée. Une table, un lit, quatre chaises, un chevalet
de peintre sur lequel est posée une toile esquissée : des
livres épars, des monceaux de papier. Rodolfo, songeur,
regarde par la fenêtre. Marcello travaille à son tableau
« Le passage de la Mer Rouge », les mains engourdies
de froid. Il les réchauffe en soufflant dessus de temps en temps.)

MARCELLO
Cette Mer Rouge m'amollit et me glace,
comme si elle me coulait dessus
goutte à goutte.
Pour me venger, je noie un pharaon !
(à Rodolfo)
Que fais-tu ?

RODOLFO
Dans le ciel gris,
je regarde fumer Paris
par ses mille cheminées...
et je pense à cette vieille fainéante
de cheminée trompeuse
qui vit dans l'oisiveté, comme un grand seigneur.

MARCELLO
Le sue rendite oneste
da un pezzo non riceve.

RODOLFO
Quelle sciocche foreste
che fan sotto la neve?

MARCELLO
Rodolfo, io voglio dirti
un mio pensier profondo:
ho un freddo cane.

RODOLFO
Ed io, Marcel, non ti nascondo
che non credo al sudor della fronte.

MARCELLO
Ho ghiacciate le dita
quasi ancora le tenessi immollate
giù in quella gran ghiacciaia
che è il cuore di Musetta.
(Lascia sfuggire un lungo sospirone, e tralascia di dipingere.)

RODOLFO
L'amore è un caminetto che sciupa troppo...

MARCELLO
E in fretta!

RODOLFO
Dove l'uomo è fascina.

MARCELLO
Voici bien longtemps qu'elle n'a pas reçu
les rentes qui lui sont dues.

RODOLFO
Ces forêts idiotes,
que font-elles donc sous la neige ?

MARCELLO
Rodolfo, laisse-moi te confier
une pensée profonde :
il fait un froid de loup !

RODOLFO
Quant à moi, Marcello, je ne te cache pas
que je ne crois pas à la sueur de notre front.

MARCELLO
J'ai les doigts gelés,
comme s'ils trempaient encore
dans cette grande glacière
qu'est le cœur de Musetta.
(Il pousse un gros soupir et cesse de peindre.)

RODOLFO
L'amour est une cheminée qui gaspille trop...

MARCELLO
Et trop vite !

RODOLFO
Où l'homme est le fagot !

MARCELLO
E la donna è l'alare...

RODOLFO
L'uno brucia in un soffio...

MARCELLO
E l'altro sta a guardare!

RODOLFO
Ma intanto qui si gela!

MARCELLO
E si muore d'inedia!

RODOLFO
Fuoco ci vuole...

MARCELLO
(afferrando una sedia)
Aspetta...sacrifichiam la sedia!
(Rodolfo impedisce l'atto di Marcello. Ad un tratto dà
un grido di gioia.)

RODOLFO
Eureka!

MARCELLO
Trovasti?

RODOLFO
Sì. Aguzza l'ingegno.
L'idea vampi in fiamma.

MARCELLO
(additando il suo quadro)
Bruciamo il Mar Rosso?

MARCELLO
Et la femme le chenet...

RODOLFO
L'un brûle en un clin d'œil...

MARCELLO
Et l'autre reste à le regarder !

RODOLFO
En attendant, on gèle ici !

MARCELLO
Et on meurt d'inanition !

RODOLFO
Il nous faudrait du feu...

MARCELLO
(saisissant une chaise)
Attends...sacrifions la chaise !
(Rodolfo l'arrête d'un geste énergique. Tout d'un coup il
pousse un cri de joie.)

RODOLFO
Euréka !

MARCELLO
Tu as trouvé ?

RODOLFO
Oui ! Aiguise tes méninges !
Que l'idée s'envole en fumée !

MARCELLO
(montrant son tableau)
On brûle la Mer Rouge ?

RODOLFO
No. Puzza la tela dipinta.
Il mio dramma...
L'ardente mio dramma ci scaldi.

MARCELLO
Vuoi leggerlo forse? Mi geli.

RODOLFO
No, in cener la carta si sfaldi
e l'estro rivoli ai suoi cieli.
Al secol gran danno minaccia...
È Roma in periglio...

MARCELLO
Gran cor!

RODOLFO
A te l'atto primo!

MARCELLO
Qua.

RODOLFO
Straccia.

MARCELLO
Accendi.
(Rodolfo accende quella parte dello scartafaccio
buttato sul focolare. Poi i due amici prendono delle
sedie e seggono, riscaldandosi voluttuosamente.)

RODOLFO
Non. La toile peinte pue.
Mon drame,
que mon drame ardent nous réchauffe !

MARCELLO
Tu veux le lire, peut-être ? Tu me glaces.

RODOLFO
Non, que le papier se désagrège en cendres
et que le génie remonte vers les cieux.
C'est une perte cruelle pour le siècle...
Rome est en danger...

MARCELLO
Brave cœur, va !

RODOLFO
Voilà le premier acte.

MARCELLO
Donne.

RODOLFO
Déchire.

MARCELLO
Allume.
(Rodolfo met le feu au morceau de manuscrit qu'ils ont
jeté dans l'atre ; puis ils approchent des chaises et
s'asseoient, se réchauffant voluptueusement.)

RODOLFO e MARCELLO
Che lieto baglior.
(Si apre la porta ed entra Colline, gelato, battendo i
piedi. Getta sulla tavola un pacco di libri.)

COLLINE
Già dell'Apocalisse appariscono i segni.
In giorno di Vigilia non si accettano pegni!
(sorpreso)
Una fiammata!

RODOLFO
Zitto, si dà il mio dramma...

MARCELLO
...al fuoco.

COLLINE
Lo trovo scintillante.

RODOLFO
Vivo.

MARCELLO
Ma dura poco.

RODOLFO
La brevità, gran pregio.

COLLINE
Autore, a me la sedia.

RODOLFO et MARCELLO
Quelle sympathique lueur !
(La porte du fond s'ouvre et Colline entre gelé, battant
la semelle, et jette sur la table un paquet de livres.)

COLLINE
Déjà apparaissent les premiers signes de l'Apocalypse.
La veille de Noël, on n'accepte plus les gages !
(surpris)
Une flambée ?

RODOLFO
Chut, on donne mon drame...

MARCELLO
...Au feu !

COLLINE
Je le trouve étincelant.

RODOLFO
Vif.

MARCELLO
Mais il ne dure pas.

RODOLFO
La brièveté, c'est une grande qualité.

COLLINE
Auteur, à moi ta chaise.

MARCELLO
Questi intermezzi
fan morir d'inedia.
Presto!

RODOLFO
Atto secondo.

MARCELLO
Non far sussurro.

COLLINE
Pensier profondo!

MARCELLO
Giusto color!

RODOLFO
In quell'azzurro guizzo languente
sfuma un'ardente scena d'amor.

COLLINE
Scoppietta un foglio.

MARCELLO
Là c'eran baci!

RODOLFO
Tre atti or voglio d'un colpo udir.
(Getta al fuoco il resto del manoscritto.)

COLLINE
Tal degli audaci l'idea s'integra.

MARCELLO
Ces entr'actes
me feront mourir.
Vite !

RODOLFO
Deuxième acte !

MARCELLO
Pas un bruit.

COLLINE
Pensée profonde !

MARCELLO
Justesse du ton !

RODOLFO
Dans cette flamme bleutée et languissante
fume une ardente scène d'amour.

COLLINE
Une feuille crépite.

MARCELLO
C'étaient là les baisers !

RODOLFO
Et maintenant je veux entendre trois actes d'un seul coup.
(Il jette sur le feu le restant du manuscrit.)

COLLINE
C'est ainsi que s'unifie la conception d'un audacieux.

TUTTI
Bello in allegra vampa svanir.
(La fiamma diminuisce.)

MARCELLO
Oh! Dio...già s'abbassa la fiamma.

COLLINE
Che vano, che fragile dramma!

MARCELLO
Già scricchiola, increspasi, muore.

COLLINE e MARCELLO
Abbasso, abbasso l'autor!
(Dalla porta entrano due garzoni, portando l'uno
provviste di cibi, bottiglie di vino, sigari, e l'altro un
fascio di legna. Al rumore i tre innanzi al camino si
volgono e con grida di meraviglia si slanciano sulle
provviste.)

RODOLFO
Legna!

MARCELLO
Sigari!

COLLINE
Bordò!

RODOLFO
Legna!

MARCELLO
Bordò!

TOUS
C'est beau de s'éteindre en une joyeuse flamme.
(La flamme faiblit.)

MARCELLO
Oh ! mon Dieu !...la flamme diminue déjà.

COLLINE
Que ce drame est vain et fragile !

MARCELLO
Le voilà qui crépite, se ratatine et meurt !

COLLINE et MARCELLO
À bas, l'auteur !
(Entrent deux garçons livreurs, l'un portant de la
nourriture, des bouteilles de vin et des cigares, et
l'autre un fagot de bois. À ce bruit les trois jeunes gens
se retournent et se jettent avec des cris de joie sur les
marchandises.)

RODOLFO
Du bois !

MARCELLO
Des cigares !

COLLINE
Du bordeaux !

RODOLFO
Du bois !

MARCELLO
Du bordeaux !

TUTTI
Le dovizie d'una fiera
il destin ci destinò...
(I garzoni partono. Schaunard entra con aria di trionfo,
gettando alcuni scudi a terra.)

SCHAUNARD
La Banca di Francia
per voi si sbilancia.

COLLINE
(raccattando gli scudi insieme agli altri)
Raccatta, raccatta!

MARCELLO
Son pezzi di latta!...

SCHAUNARD
Sei sordo?...sei lippo?
(mostrando uno scudo)
Quest'uomo chi è?

RODOLFO
Luigi Filippo!
M'inchino al mio Re!

TUTTI
Sta Luigi Filippo ai nostri piè!
(Schaunard vorrebbe raccontare la sua fortuna, ma gli
altri non lo ascoltano. Dispongono ogni cosa sulla
tavola e la legna nel camino.)

TOUS
C'est le destin qui nous envoie
cet abondant festin !
(Les livreurs repartent. Schaunard entre, l'air
triomphant, et jette quelques écus par terre.)

SCHAUNARD
Pour vous, la Banque de France
risque la faillite.

COLLINE
(ramassant les écus avec Rodolfo et Marcello)
Ramassons ! Ramassons !

MARCELLO
Ce sont des morceaux de fer-blanc ?

SCHAUNARD
Serais-tu sourd ?...ou aveugle ?
(lui montrant un écu)
Qui est cet homme ?

RODOLFO
Louis-Philippe !
Je m'incline devant mon Roi !

TOUS
Louis-Philippe est à nos pieds !
(Schaunard voudrait bien raconter son aventure, mais
les autres ne l'écoutent pas. Ils disposent tous les vivres
sur la table et mettent le bois dans la cheminée.)

SCHAUNARD
Or vi dirò: quest'oro,
o meglio, argento
ha la sua brava istoria...

RODOLFO
Riscaldiamo il camino!

COLLINE
Tanto freddo ha sofferto!

SCHAUNARD
Un inglese...un signor...lord
o milord che sia, volea
un musicista...

MARCELLO
Via! Prepariamo la tavola!

SCHAUNARD
Io? Volo!...

RODOLFO
L'esca dov'è?

COLLINE
Là.

MARCELLO
Prendi. Qua.

SCHAUNARD
... e mi presento.
M'accetta, gli domando...

SCHAUNARD
Laissez-moi donc vous dire
que cet or, ou plutôt cet argent,
a son histoire...

RODOLFO
Réchauffons la cheminée !

COLLINE
Elle a tant souffert du froid !

SCHAUNARD
Un Anglais...un monsieur...
lord ou milord, que sais-je...
voulait un musicien...

MARCELLO
Ouste ! Mettons la table !

SCHAUNARD
Moi ? J'y vole !

RODOLFO
Où sont les allumettes ?

COLLINE
Les voilà.

MARCELLO
Tiens.

SCHAUNARD
...Et je me présente.
Il m'accepte, je lui demande...

COLLINE
Arrosto freddo.

MARCELLO
Pasticcio dolce.

SCHAUNARD
... A quando le lezioni?
Mi presento, m'accetta,
gli domando: A quando le lezioni?
Risponde: "Incominciam...
guardare!" e un pappagallo
m'addita al primo piano.
Poi soggiunge: "Voi suonare
finché quello morire!"

RODOLFO
Fulgida folgori la sala splendida!

MARCELLO
Ora le candele.

SCHAUNARD
E fu così:
suonai tre lunghi dì...
Allora usai l'incanto
di mia presenza bella...
Affascinai l'ancella...
Gli propinai prezzemolo...

MARCELLO
Mangiar senza tovaglia?

COLLINE
Du rôti froid !

MARCELLO
Des gâteaux mielleux !

SCHAUNARD
...À quand les leçons ?...
Et je me présente, il m'accepte,
je lui demande : À quand les leçons ?
Il répond : « Commençons !...
Vous, regardez !» et il me montre
un perroquet au premier étage.
Puis il ajoute :« Vous jouez
jusqu'à ce que lui meure !»

RODOLFO
La salle éblouissante resplendit.

MARCELLO
Les bougies, maintenant !

SCHAUNARD
Et il en fut ainsi :
je jouai pendant trois longues journées...
Puis, j'eus recours aux charmes
de ma superbe personne...
J'ensorcelai la servante...
Je lui servis du persil !...

MARCELLO
Manger sans nappe ?

RODOLFO
No: un'idea!
(Prende un giornale dalla tasca.)

MARCELLO e COLLINE
Il Costituzionali

RODOLFO
Ottima carta...
Si mangia e si divora un'appendice!

SCHAUNARD
Lorito allargò l'ali,
Lorito il becco aprì,
un poco di prezzemolo;
da Socrate morì!

COLLINE
(a Schaunard)
Chi?...

SCHAUNARD
Il diavolo vi porti tutti quanti...
Ed or che fate?
No! queste cibarie
sono la salmeria
pei dì futuri
tenebrosi e oscuri.
Pranzare in casa il dì della Vigilia
mentre il Quartier Latino le sue vie
addobba di salsiccie e leccornie?
Quando un olezzo di frittelle imbalsama
le vecchie strade?
Là le ragazze cantano contente...

RODOLFO
Non ! J'ai une idée !
(Il sort un journal de sa poche.)

COLLINE et MARCELLO
Le Constitutionnel !

RODOLFO
Un excellent journal :
on mange tout en dévorant un article !

SCHAUNARD
...Jacquot étendit les ailes,
Jacquot ouvrit le bec,
un petit peu de persil ;
et tel Socrate, il mourut !

COLLINE
(à Schaunard)
Qui ça ?...

SCHAUNARD
Que le diable vous emporte tous !
Mais que faites-vous donc ?
Non ! Ces provisions
seront nos réserves
pour les sombres et obscurs
jours à venir.
Dîner à la maison, la veille de Noël ?
Alors que le Quartier Latin décore
ses rues de saucisses et de friandises ?
Lorsqu'une odeur de beignet embaume
les vieilles avenues ?
Où chantent, joyeuses, les jeunes filles...

TUTTI
La vigilia di Natal!

SCHAUNARD
Ed han per eco ognuna uno studente!
Un po' di religione, o miei signori:
si beva in casa, ma si pranzi fuor!
(Versano il vino. Poi bussano alla porta.)

BENOIT
(di fuori)
Si può?

MARCELLO
Chi è là?

BENOIT
Benoit.

MARCELLO
Il padrone di casa!

SCHAUNARD
Uscio sul muso.

COLLINE
Non c'è nessuno.

SCHAUNARD
È chiuso.

BENOIT
Una parola.

TOUS
La veille de Noël !

SCHAUNARD
Et chacune d'elle a son étudiant !
Un peu de religion, messieurs, s'il vous plaît !
On boit à la maison, mais on dîne dehors !
(Ils versent le vin. On frappe à la porte.)

BENOÎT
(de l'extérieur)
Je peux ?

MARCELLO
Qui est là ?

BENOÎT
Benoît !

MARCELLO
Notre propriétaire !

SCHAUNARD
Fermons-lui la porte au nez.

COLLINE
Il n'y a personne !

SCHAUNARD
C'est fermé !

BENOÎT
Je voudrais vous dire un mot.

SCHAUNARD
(dopo essersi consultato cogli altri, va ad aprire)
Sola!
(Benoit entra.)

BENOIT
(mostrando una carta)
Affitto.

MARCELLO
Olà! Date una sedia.

RODOLFO
Presto.

BENOIT
Non occorre. Vorrei...

SCHAUNARD
Segga.

MARCELLO
Vuol bere?

BENOIT
Grazie.

RODOLFO e COLLINE
Tocchiamo.

SCHAUNARD
Beva.
(Benoit, posando il bicchiere, mostra la carta a
Marcello.)

SCHAUNARD
(après avoir consulté les autres, est allé ouvrir)
Un seul !
(Benoît entre.)

BENOÎT
(montrant un papier)
Loyer !

MARCELLO
Holà ! Un siège.

RODOLFO
Et vite.

BENOÎT
Ce n'est pas la peine. Je voudrais...

SCHAUNARD
Asseyez-vous.

MARCELLO
Vous boirez bien quelque chose ?

BENOÎT
Merci.

RODOLFO et COLLINE
À votre santé !

SCHAUNARD
Buvez.
(Benoît pose son verre et se tourne vers Marcello, lui
montrant son papier.)

BENOIT
Questo
è l'ultimo trimestre...

MARCELLO
E n'ho piacere...

BENOIT
E quindi...

SCHAUNARD
Ancora un sorso.

BENOIT
Grazie.

I QUATTRO
Tocchiamo. Alla sua salute!

BENOIT
(riprendendo con Marcello)
A lei ne vengo
perché il trimestre scorso
mi promise...

MARCELLO
Promisi ed or mantengo.
(Indica gli scudi sulla tavola.)

RODOLFO
(piano a Marcello)
Che fai?

SCHAUNARD
Sei pazzo?

BENOÎT
Voici
le dernier terme...

MARCELLO
J'en suis ravi.

BENOÎT
Et par conséquent...

SCHAUNARD
Encore une goutte ?

BENOÎT
Merci !

LES QUATRE AMIS
À votre santé !

BENOÎT
(reprenant sa conversation avec Marcello)
Je m'adresse à vous
parce que le trimestre passé
vous m'avez promis...

MARCELLO
J'ai promis et je tiens parole.
(Il indique à Benoît les écus restés sur la table.)

RODOLFO
(bas à Marcello)
Que fais-tu ?

SCHAUNARD
Tu es fou ?

MARCELLO
(a Benoit, senza guardare gli altri)
Ha visto? Or via,
resti un momento in nostra compagnia.
Dica: quant'anni ha,
caro Signor Benoit?

BENOIT
Gli anni...Per carità!

RODOLFO
Su e giù la nostra età.

BENOIT
Di più, molto di più.
(Gli riempiono il bicchiere.)

COLLINE
Ha detto su e giù.

MARCELLO
L'altra sera al Mabil
l'han colto in peccato d'amor.

BENOIT
Io?

MARCELLO
Al Mabil l'altra sera l'han colto...
Neghi?

BENOIT
Un caso.

MARCELLO
(à Benoît, sans faire attention à eux)
Vous avez vu ? Maintenant, tenez,
restez un instant en notre compagnie.
Dites-moi : quel âge avez-vous,
mon cher Monsieur Benoît ?

BENOÎT
Quel âge ? De grâce !

RODOLFO
Oh, à peu près notre âge.

BENOÎT
Plus, beaucoup plus !
(Ils lui remplissent son verre.)

COLLINE
Il a dit à peu près.

MARCELLO
L'autre soir, chez Mabille...
on vous a pincé en fâcheuse posture.

BENOÎT
Moi ?

MARCELLO
L'autre soir, chez Mabille...
Osez nier !

BENOÎT
C'était un pur hasard.

MARCELLO
Bella donna!

BENOIT
(mezzo brillo)
Ah! molto!

SCHAUNARD poi RODOLFO
Briccone!

COLLINE
Seduttore!
Una quercia...un cannone!

RODOLFO
L'uomo ha buon gusto.

MARCELLO
Il crin ricciuto e fulvo.
Ei gongolava arzillo e pettoruto.

BENOIT
Son vecchio ma robusto.

COLLINE, SCHAUNARD e RODOLFO
Ei gongolava arzuto e pettorillo.

MARCELLO
A lui cedea
la femminil virtù.

BENOIT
Timido in gioventù,
ora me ne ripago.
Si sa, è uno svago

MARCELLO
Une belle femme !

BENOÎT
(à moitié gris)
Ah ! Très !

SCHAUNARD puis RODOLFO
Brigand !

COLLINE
Séducteur !
Un chêne !...un canon !...

RODOLFO
Le bougre a du goût !

MARCELLO
La crinière fauve et bouclée.
Et lui qui jubilait, plein de sève et d'orgueil !

BENOÎT
Je suis vieux, mais robuste.

COLLINE, SCHAUNARD, RODOLFO
Et lui qui jubilait, plein de sève et d'orgueil !

MARCELLO
La vertu féminine
ne fit pas long feu.

BENOÎT
Timide dans ma jeunesse,
maintenant je me rattrape !
Vous savez, c'est tellement charmant

qualche donnetta allegra...e...un po'...
non dico una balena
o un mappamondo
o un viso tondo da luna piena,
ma magra, proprio magra, no, poi no!
Le donne magre son grattacapi
e spesso...sopraccapi...
e son piene di doglie...
per esempio...
...mia moglie!
(Marcello, fingendo indignazione, si alza; gli altri lo
imitano.)

MARCELLO
Quest'uomo ha moglie
e sconcie voglie ha nel cor!

GLI ALTRI
Orror!

RODOLFO
E ammorba, e appesta
la nostra onesta magion.

GLI ALTRI
Fuor!

MARCELLO
Si abbruci dello zucchero!

COLLINE
Si discacci il reprobo.

une petite femme joyeuse...et...un peu...
Je ne dis pas une baleine,
ni une mappemonde,
ni un visage rond comme une pleine lune.
Mais, maigre, vraiment maigre, ça non, jamais !
Avec les maigres, on n'a que des soucis
et le plus souvent...par-dessus la tête...
Et elles ont tout le temps quelque chose
qui ne va pas, comme, par exemple...
...ma femme !
(Marcello, feignant l'indignation, se lève, imité par les
autres.)

MARCELLO
Cet homme est marié
et son cœur héberge d'obscènes désirs !

LES AUTRES
Horreur !

RODOLFO
Et il contamine et corrompt
notre honnête demeure !

LES AUTRES
Dehors !

MARCELLO
Que l'on brûle du sucre !

COLLINE
Que l'on chasse l'infâme !

SCHAUNARD
È la morale offesa che vi scaccia!

BENOIT
Io di'...io di'...

GLI ALTRI
Silenzio!

BENOIT
Miei signori...

GLI ALTRI
Silenzio...via signore...
Via di qua! E buona sera
a vostra signoria! Ah! Ah! Ah!
(Benoit è cacciato fuori. Marcello chiude la porta.)

MARCELLO
Ho pagato il trimestre.

SCHAUNARD
Al Quartiere Latin ci attende Momus.

MARCELLO
Viva chi spende!

SCHAUNARD
Dividiamo il bottin!

GLI ALTRI
Dividiam!
(Dividono gli scudi.)

SCHAUNARD
C'est la morale offensée qui vous repousse !

BENOÎT
Mais, écoutez...

LES AUTRES
Silence !

BENOÎT
Messieurs...

LES AUTRES
Silence ! Partez, monsieur !
Hors d'ici ! Et bien le bonsoir
à Votre Seigneurie ! Ah ! Ah ! Ah
(Ils poussent Benoît dehors. Marcello referme la porte.)

MARCELLO
J'ai payé le terme.

SCHAUNARD
Momus nous attend au Quartier Latin.

MARCELLO
Vivent ceux qui dépensent !

SCHAUNARD
Partageons le butin !

LES AUTRES
Partageons !
(Ils se partagent les écus.)

MARCELLO
(presentando uno specchio a Colline)
Là ci son beltà scese dal cielo.
Or che sei ricco, bada alla decenza!
Orso, ravviati il pelo.

COLLINE
Farò la conoscenza
la prima volta d'un barbitonsore.
Guidatemi al ridicolo
oltraggio d'un rasoio.

TUTTI
Andiam.

RODOLFO
Io resto per terminar
l'articolo di fondo
del Castoro.

MARCELLO
Fa presto.

RODOLFO
Cinque minuti. Conosco il mestier.

COLLINE
Ti aspetterem dabbasso dal portier.

MARCELLO
Se tardi udrai che coro.

RODOLFO
Cinque minuti.

MARCELLO
(présentant à Colline un miroir)
Là-dessous se cachent des trésors descendus du ciel.
Maintenant que tu es riche, sacrifie aux convenances !
Rase ton pelage, espèce d'ours.

COLLINE
Je vais, pour la première fois,
faire la connaissance d'un barbier.
Menez-moi donc au ridicule
outrage du rasoir.

TOUS
En route.

RODOLFO
Je reste
pour terminer mon article
de fond pour le Castor.

MARCELLO
Fais vite.

RODOLFO
Cinq minutes. Je connais mon métier.

COLLINE
Nous t'attendrons en bas chez le concierge.

MARCELLO
Si tu tardes, tu entendras un de ces chœurs !

RODOLFO
Cinq minutes.

SCHAUNARD
Taglia corta la coda al tuo Castor.
(Rodolfo prende un lume ed apre l'uscio. Gli altri
escono e scendono la scala.)

MARCELLO
(di fuori)
Occhio alla scala.
Tienti alla ringhiera.

RODOLFO
(alzando il lume)
Adagio.

COLLINE
È buio pesto.

SCHAUNARD
Maledetto portier!

COLLINE
Accidenti!

RODOLFO
Colline, sei morto?

COLLINE
(dal basso)
Non ancor.

MARCELLO
Vien presto.
(Rodolfo chiude l'uscio, pone il lume sulla tavola, e si
mette a scrivere. Ma straccia il foglio e getta via la
penna.)

SCHAUNARD
Taille-lui la queue bien courte à ton Castor !
(Rodolfo saisit une chandelle et ouvre la porte ; les
autres sortent et descendent l'escalier.)

MARCELLO
(du dehors)
Regardez où vous allez.
Tiens-toi à la rampe.

RODOLFO
(levant la chandelle)
Doucement.

COLLINE
Il fait un noir d'encre !

SCHAUNARD
Maudit concierge !

COLLINE
Patatras !

RODOLFO
Colline, tu es mort ?

COLLINE
(d'en bas)
Pas encore.

MARCELLO
Viens vite !
(Rodolfo referme la porte, dépose la chandelle sur la
table, et se met à écrire. Mais il déchire sa feuille et
jette sa plume.)

RODOLFO
Non sono in vena.
(Bussano timidamente alla porta.)
Chi è là?

MIMÌ
(di fuori)
Scusi.

RODOLFO
Una donna!

MIMÌ
Di grazia, mi si è spento
il lume.

RODOLFO
(aprendo)
Ecco.

MIMÌ
(sull'uscio, con un lume spento in mano ed una chiave)
Vorrebbe...?


RODOLFO
S'accomodi un momento.

MIMÌ
Non occorre.

RODOLFO
La prego, entri.
(Entrando, Mimì è presa da soffocazione.)
Si sente male?

RODOLFO
Je ne suis pas inspiré.
(On frappe timidement à la porte.)
Qui est là ?

MIMÌ
(du dehors)
Excusez-moi.

RODOLFO
Une femme !

MIMÌ
S'il vous plaît,
ma chandelle s'est éteinte.

RODOLFO
(courant ouvrir)
Me voici.

MIMÌ
(sur le pas de la porte, une bougie éteinte et une clef à
la main)
Pourriez-vous... ?

RODOLFO
Entrez un instant.

MIMÌ
Ce n'est pas la peine.

RODOLFO
Je vous en prie, entrez.
(Mimì entre et est prise d'étouffement.)
Vous vous trouvez mal ?

MIMÌ
No...nulla.

RODOLFO
Impallidisce!

MIMÌ
È il respir...quelle scale...
(Sviene e Rodolfo è appena a tempo di sorreggerla ed
adagiarla su una sedia, mentre dalle mani di Mimì
cadono e candeliere e chiave.)

RODOLFO
Ed ora come faccio?
(Va a prendere dell'acqua e ne spruzza il viso di lei.)
Così.
Che viso d'ammalata!
(Mimì rinviene.)
Si sente meglio?

MIMÌ
Sì.

RODOLFO
Qui c'è tanto freddo. Segga vicino
al fuoco.
(La conduce a sedere presso al camino.)
Aspetti...un po' di vino.

MIMÌ
Grazie.

RODOLFO
A lei.

MIMÌ
Non...ce n'est rien.

RODOLFO
Elle pâlit !

MIMÌ
Je suis à bout de souffle...cet escalier...
(Elle s'évanouit et Rodolfo a à peine le temps de la
soutenir et de la déposer sur une chaise, tandis que le
bougeoir et la clef roulent des mains de Mimì.)

RODOLFO
Et qu'est-ce que je fais, maintenant ?
(Il va chercher de l'eau et bassine les tempes de Mimì.)
Voilà !
Comme elle a l'air malade
(Mimì revient à elle.)
Vous vous sentez mieux ?

MIMÌ
Oui.

RODOLFO
Mais il fait si froid ici.
Mettez-vous tout près du feu.
(Il la fait asseoir près de la cheminée.)
Attendez...un peu de vin.

MIMÌ
Merci.

RODOLFO
Tenez.

MIMÌ
Poco, poco.

RODOLFO
Così.

MIMÌ
Grazie.

RODOLFO
(Che bella bambina!)

MIMÌ
(alzandosi)
Ora permetta
che accenda il lume.
Tutto è passato.

RODOLFO
Tanta fretta!

MIMÌ
Sì.
(Rodolfo accende il lume e glielo dà.)
Grazie. Buona sera.

RODOLFO
Buona sera.
(Mimì esce, poi riappare sull'uscio.)

MIMÌ
Oh! sventata, sventata!
La chiave della stanza
dove l'ho lasciata?

MIMÌ
Rien qu'une goutte.

RODOLFO
Comme ceci ?

MIMÌ
Merci.

RODOLFO
(Comme elle est jolie !)

MIMÌ
(se levant)
Maintenant, si vous vouliez
rallumer ma bougie.
Le malaise est passé.

RODOLFO
Vous êtes si pressée ?

MIMÌ
Oui.
(Rodolfo rallume la bougie de Mimì et la lui tend.)
Merci. Bonsoir.

RODOLFO
Bonsoir !
(À peine sortie, Mimì reparaît sur le pas de la porte.)

MIMÌ
Oh ! quelle étourdie je fais !
La clef de ma chambre !
Où l'ai-je laissée ?

RODOLFO
Non stia sull'uscio:
il lume vacilla al vento.
(Il lume di Mimì si spegne.)

MIMÌ
Oh Dio! Torni ad accenderlo.
(Rodolfo accorre colla sua candela, ma avvicinandosi
alla porta anche il suo lume si spegne e la camera
rimane buia.)

RODOLFO
Oh Dio! Anche il mio s'è spento.

MIMÌ
Ah! E la chiave ove sarà?

RODOLFO
Buio pesto!

MIMÌ
Disgraziata!

RODOLFO
Ove sarà?

MIMÌ
Importuna è la vicina...

RODOLFO
Ma le pare!

MIMÌ
Importuna è la vicina...

RODOLFO
Ne restez pas sur le pas de la porte :
le courant d'air va souffler votre bougie.
(La bougie de Mimì s'éteint.)

MIMÌ
Ah ! mon Dieu ! Pouvez-vous la rallumer ?
(Rodolfo accourt, avec sa chandelle, mais en
approchant de la porte, sa bougie s'éteint aussi et la
chambre est plongée dans l'obscurité.)

RODOLFO
Ah ! mon Dieu ! voilà la mienne qui s'éteint aussi.

MIMÌ
Ah ! Et ma clef ?

RODOLFO
Il fait un noir d'encre !

MIMÌ
Pauvre de moi !

RODOLFO
Où peut-elle être ?

MIMÌ
Votre voisine est bien ennuyeuse...

RODOLFO
Allons donc !

MIMÌ
Votre voisine est bien ennuyeuse...

RODOLFO
Cosa dice? ma le pare!

MIMÌ
Cerchi.

RODOLFO
Cerco.
(Cercano, tastando il pavimento colle mani.)

MIMÌ
Ove sarà?

RODOLFO
Ah!
(Trova la chiave, l'intasca.)

MIMÌ
L'ha trovata?

RODOLFO
No.

MIMÌ
Mi parve...

RODOLFO
In verità!

MIMÌ
Cerca?

RODOLFO
Que dites-vous, allons donc !

MIMÌ
Cherchez !...

RODOLFO
Je cherche.
(Ils tâtent le plancher avec leurs mains en cherchant.)

MIMÌ
Où peut-elle être ?

RODOLFO
Ah !
(Il trouve la clef et l'empoche.)

MIMÌ
Vous l'avez trouvée ?

RODOLFO
Non.

MIMÌ
J'avais cru...

RODOLFO
Je vous assure !

MIMÌ
Vous cherchez ?

RODOLFO
Cerco.
(Guidato dalla voce di Mimì, Rodolfo finge di cercare
mentre si avvicina ad essa. Poi colla sua mano incontra
quella di Mimì e l'afferra.)

MIMÌ
(sorpresa)
Ah!
(Si alzano. Rodolfo tiene sempre la mano di Mimì.)

RODOLFO
Che gelida manina!
Se la lasci riscaldar.
Cercar che giova?
Al buio non si trova.
Ma per fortuna
è una notte di luna,
e qui la luna l'abbiamo vicina.
Aspetti, signorina,
le dirò con due parole chi son,
chi son, e che faccio, come vivo.
Vuole?
(Mimì tace.)
Chi son? Chi son? Sono un poeta.
Che cosa faccio? Scrivo.
E come vivo? Vivo.
In povertà mia lieta
scialo da gran signore
rime ed inni d'amore.
Per sogni e per chimere
e per castelli in aria
l'anima ho milionaria.

RODOLFO
Je cherche !
(Guidé par la voix de Mimì, Rodolfo fait semblant de
chercher tout en se rapprochant d'elle. La main de
Rodolfo trouve celle de Mimì et la saisit.)

MIMÌ
(surprise)
Ah !
(Ils se redressent, sans que Rodolfo lâche la main de Mimì.)

RODOLFO
Votre petite main est glacée !
Laissez-moi la réchauffer.
À quoi bon chercher ?
Dans le noir, nous ne trouverons rien.
Mais, heureusement,
ce soir la lune luit ;
et la lune, ici, est notre voisine.
Tenez, mademoiselle,
je vais vous dire en deux mots
qui je suis, ce que je fais et comment je vis.
Voulez-vous ?
(Mimì ne répond pas.)
Qui je suis ? Je suis un poète.
Ce que je fais ? J'écris.
Et comment je vis ? Je vis.
Dans ma joyeuse pauvreté,
je gaspille en grand seigneur
les rimes et les hymnes d'amour.
Pour ce qui est des rêves, des chimères
et des châteaux en Espagne,
j'ai une âme de millionnaire.

Talor dal mio forziere
ruban tutti i gioielli
due ladri: gli occhi belli.
V'entrar con voi pur ora
ed i miei sogni usati,
ed i bei sogni miei
tosto si dileguar!
Ma il furto non m'accora
poiché, poiché v'ha preso stanza
la speranza.
Or che mi conoscete
parlate voi. Deh parlate.
Chi siete? Vi piaccia dir?

MIMÌ
Sì.
Mi chiamano Mimì,
ma il mio nome è Lucia.
La storia mia è breve.
A tela o a seta
ricamo in casa e fuori.
Son tranquilla e lieta,
ed è mio svago
far gigli e rose.
Mi piaccion quelle cose
che han sì dolce malia,
che parlano d'amor, di primavere,
che parlano di sogni e di chimere,
quelle cose che han nome poesia...
Lei m'intende?

RODOLFO
Sì.

Parfois, deux voleurs
s'emparent de tous les bijoux
de mon coffre : ce sont de beaux yeux.
Ils sont entrés avec vous tout à l'heure.
Et aussitôt, mes rêves habituels,
tous mes beaux rêves,
se sont envolés en fumée.
Mais leur disparition ne m'inquiète pas,
puisqu'ils ont été remplacés
par l'espérance.
Maintenant que vous me connaissez,
à vous de parler. Allons, parlez,
qui êtes-vous ? Voulez-vous me le dire ?

MIMÌ
Oui.
On m'appelle Mimì,
mais mon nom est Lucie.
Mon histoire est très courte :
sur la toile et la soie,
je brode chez moi ou à l'extérieur.
Je suis tranquille et gaie
et mon plaisir est de faire
des lys et des roses.
Les choses qui me plaisent sont celles
qui sont pleines d'un si doux charme,
qui parlent d'amour, du printemps,
de rêves et de chimères,
toutes ces choses qu'on nomme poésie.
Comprenez-vous ?

RODOLFO
Oui.

MIMÌ
Mi chiamano Mimì.
Il perché non so.
Sola, mi fo il pranzo
da me stessa.
Non vado sempre a messa,
ma prego assai il Signor.
Vivo sola, soletta,
là in una bianca cameretta;
guardo sui tetti e in cielo.
Ma quando vien lo sgelo
il primo sole è mio,
il primo bacio dell'aprile è mio!
Il primo sole è mio.
Germoglia in un vaso una rosa,
foglia a foglia l'aspiro.
Così gentil è il profumo d'un fior.
Ma i fior ch'io faccio, ahimè,
i fior ch'io faccio,
ahimè non hanno odore.
Altro di me non le saprei narrare.
Sono la sua vicina
che la vien fuori d'ora a importunare.

SCHAUNARD
(dal cortile)
Ehi! Rodolfo!

COLLINE
Rodolfo!

MARCELLO
Olà! Non senti?
Lumaca!

MIMÌ
On m'appelle Mimì,
mais je ne sais pas pourquoi,
je me prépare moi-même
tous mes repas.
Je ne vais pas toujours à la messe,
mais je prie souvent le bon Dieu.
Je vis seule, toute seule,
là-bas dans une petite chambre blanche.
Je donne sur les toits et le ciel ;
mais quand vient le printemps,
les premiers rayons du soleil sont pour moi.
Le premier baiser d'avril est pour moi !
Les premiers rayons du soleil sont pour moi.
Une rose éclôt dans un vase,
et je la respire, pétale par pétale !
Car le parfum d'une fleur est si délicieux.
Mais les fleurs que je fais, hélas !
les fleurs que je fais,
sont inodores.
Je ne pourrais rien vous dire de plus.
Je suis votre voisine
qui vient vous ennuyer à cette heure indue.

SCHAUNARD
(depuis la cour)
Hé ! Rodolfo !

COLLINE
Rodolfo !

MARCELLO
Holà ! Tu n'entends pas ?
Limaçon !

COLLINE
Poetucolo!

SCHAUNARD
Accidenti al pigro!
(Rodolfo, impaziente, va alla finestra per rispondere.
Dalla finestra aperta entrano i raggi lunari,
rischiarando la camera.)

RODOLFO
Scrivo ancora tre righi a volo.

MIMÌ
Chi sono?

RODOLFO
Amici.

SCHAUNARD
Sentirai le tue.

MARCELLO
Che te ne fai lì solo?

RODOLFO
Non son solo. Siamo in due.
Andate da Momus, tenete il posto.
Ci saremo tosto.

MARCELLO, SCHAUNARD e COLLINE
Momus, Momus, Momus,
zitti e discreti andiamocene via.
Momus, Momus.

COLLINE
Poétaillon !

SCHAUNARD
Peste soit du paresseux !
(Rodolfo, impatienté, s'approche de la fenêtre pour
répondre. Les rayons de lune entrent par la fenêtre
ouverte et éclairent la chambre.)

RODOLFO
J'écris encore trois lignes à toute vitesse !

MIMÌ
Qui est-ce ?

RODOLFO
Des amis.

SCHAUNARD
Tu vas le sentir passer !

MARCELLO
Que fais-tu donc là, tout seul ?

RODOLFO
Je ne suis pas seul. Nous sommes deux.
Allez chez Momus, réservez les places,
nous arrivons tout de suite.

MARCELLO, SCHAUNARD et COLLINE
Momus, Momus, Momus !
Muets et discrets, nous passons notre chemin.
Momus, Momus !

Trovò la poesia.
(Rodolfo volgendosi scorge Mimì avvolta come da un
nimbo di luce, e la contempla, estatico.)

RODOLFO
O soave fanciulla, o dolce viso,
di mite circonfuso alba lunar,
in te ravviso il sogno
ch'io vorrei sempre sognar!

MIMÌ
(Ah, tu sol comandi, amor!... )

RODOLFO
Fremon già nell'anima
le dolcezze estreme.

MIMÌ
(Tu sol comandi, amore!)

RODOLFO
Fremon nell'anima
dolcezze estreme, ecc.
Nel bacio freme amor!

MIMÌ
(Oh! come dolci scendono
le sue lusinghe al core...
Tu sol comandi, amor!)
(Rodolfo la bacia.)
No, per pietà!

RODOLFO
Sei mia!

Le poète a trouvé la poésie.
(En se tournant, Rodolfo aperçoit Mimì comme
auréolée de lumière et il la contemple, extasié.)

RODOLFO
Ô délicieuse jeune fille, ô doux visage,
auréolé par la douce blancheur de la lune,
je reconnais en toi
le songe que je voudrais faire pour toujours !

MIMÌ
(C'est toi seul qui commandes, amour !)

RODOLFO
Les plus exquis délices
frémissent déjà dans mon âme !

MIMÌ
(C'est toi seul qui commandes, amour !)

RODOLFO
Les plus exquis délices
frémissent déjà dans mon âme, etc.
Dans ce baiser frémit l'amour !

MIMÌ
(Ah ! comme ses louanges
m'emplissent doucement le cœur...
Amour ! C'est toi seul qui commandes !)
(Rodolfo l'embrasse.)
Non, je vous en prie !

RODOLFO
Tu es à moi !

MIMÌ
V'aspettan gli amici...

RODOLFO
Già mi mandi via?

MIMÌ
Vorrei dir...ma non oso.

RODOLFO
Di'.

MIMÌ
Se venissi con voi?

RODOLFO
Che? Mimì!
Sarebbe così dolce restar qui.
C'è freddo fuori.

MIMÌ
Vi starò vicina!

RODOLFO
E al ritorno?

MIMÌ
Curioso!

RODOLFO
Dammi il braccio, o mia piccina...

MIMÌ
Obbedisco, signor!

MIMÌ
Vos amis vous attendent...

RODOLFO
Tu me repousses déjà ?

MIMÌ
Je voudrais vous dire...mais, je n'ose pas...

RODOLFO
Parle !

MIMÌ
Si je venais avec vous ?

RODOLFO
Comment, Mimì ?
Ce serait si délicieux de rester ici.
Il fait si froid dehors.

MIMÌ
Je serais auprès de vous !

RODOLFO
Et au retour ?

MIMÌ
Curieux !

RODOLFO
Donne-moi ton bras, ma mignonne...

MIMÌ
J'obéis, monsieur !

RODOLFO
Che m'ami...di'...

MIMÌ
Io t'amo.

RODOLFO e MIMÌ
(mentre escono)
Amor! Amor! Amor!



RODOLFO
Dis que tu m'aimes...

MIMÌ
Je t'aime !

RODOLFO, MIMÌ
(en sortant)
Amour ! Amour ! Amour !



ATTO SECONDO

Al Quartiere Latino

(Un piazzale con botteghe di ogni genere. Da un lato il
Caffè Momus. Nella folla si aggirano Rodolfo e Mimì.
Colline presso alla bottega di una rappezzatrice.
Schaunard sta comprando una pipa e un corno.
Marcello è spinto qua e là dalla gran folla. È sera. La
Vigilia di Natale.)

I VENDITORI
Aranci, datteri!
Caldi i marroni.
Ninnoli, croci.
Torroni e caramelle.
Fiori alle belle.
Oh! la crostata.
Panna montata.
Fringuelli, passeri.
Datteri! Trote!
Latte di cocco! Giubbe!
Carote!

DEUXIÈME ACTE

Au Quartier Latin

(Une grande place avec diverses boutiques de toutes
sortes. D'un côté le Café Momus. Rodolfo et Mimì
évoluent parmi la foule. Colline se tient devant la
boutique d'une rapetasseuse. Schaunard achète une
pipe et un cor de chasse. Marcello se laisse entraîner
çà et là au gré de la foule. C'est le soir. La veille de Noël.)

LES MARCHANDS
Oranges ! Dattes !
Chauds les marrons !
Épingles, bibelots, croix !
Nougats et bonbons !
Des fleurs pour les belles !
Oh ! le beau pâté !
Crème fouettée !
Alouettes, passereaux !
Dattes ! Truites !
Lait de coco ! Habits !
Carottes !

LA FOLLA
Quanta folla! Che chiasso!
Stringiti a me, corriamo.
Lisa! Emma!
Date il passo.
Emma, quando ti chiamo!
Ancora un altro giro...
Pigliam via Mazzarino.
Qui mi manca il respiro!...
Vedi? Il Caffè è vicino.
Oh! stupendi gioielli!
Son gli occhi assai più belli!
Pericolosi esempi
la folla oggi ci dà!
Era meglio ai miei tempi!
Viva la libertà!

AL CAFFÈ
Andiam. Qua, camerier!
Presto. Corri.
Vien qua. A me.
Birra! Un bicchier!
Vaniglia. Ratafià.
Dunque? Presto!
Da ber! Un caffè...
Presto. Olà...

SCHAUNARD
(soffiando nel corno e cavandone note strane)
Falso questo Re!
Pipa e corno quant'è?

LA FOULE
Quelle foule ! Quel tapage !
Serre-toi contre moi, courons !
Lisa ! Emma !
Laissez-moi passer.
Emma, quand je t'appelle !
Encore un petit tour...
Prenons la rue Mazarine...
J'étouffe ici !
Vois-tu ? Le café est tout proche.
Oh ! les superbes bijoux !
Vos yeux sont bien plus beaux !
La foule d'aujourd'hui
nous donne un dangereux exemple !
De mon temps, les choses allaient mieux !
Vive la liberté !

AU CAFÉ
Allons. Psst, garçon !
Vite. Courez.
Venez ici. C'est à moi.
De la bière ! Un verre !
De la vanille ! Du ratafia.
Eh bien ? Vite !
À boire ! Un café !
Vite ! Holà !

SCHAUNARD
(soufflant dans le cor d'où il tire des sons étranges)
Ce Ré est faux !
Combien le cor et la pipe ?

COLLINE
(dalla rappezzatrice che gli sta cucendo un zimarrone
usato che egli ha appena comprato)
È un poco usato...

RODOLFO
Andiam.

MIMÌ
Andiam per la cuffietta?

COLLINE
Ma è serio e a buon mercato...

RODOLFO
Tienti al mio braccio stretta.

MIMÌ
A te mi stringo.

MIMÌ e RODOLFO
Andiam!
(Entrano dalla modista.)

MARCELLO
Io pur mi sento in vena di gridar:
Chi vuol, donnine allegre, un po' d'amor?

VENDITORI
Datteri! Trote! Prugne di Tours!

MARCELLO
Facciamo insieme a vendere e a comprar:
Io do ad un soldo il vergine mio cuor.

COLLINE
(chez la rapetasseuse qui est occupée à lui recoudre un
grand paletot qu'il vient d'acheter)
Il est un peu usé...

RODOLFO
Allons-y.

MIMÌ
Nous allons chercher le bonnet ?

COLLINE
...Mais il fait sérieux et il n'est pas cher.

RODOLFO
Accroche-toi bien à mon bras...

MIMÌ
Je me serre contre toi...

MIMÌ et RODOLFO
Allons-y !
(Ils entrent chez la modiste.)

MARCELLO
Et moi, je me sens d'humeur à crier :
qui veut un peu d'amour, joyeuses jeunes filles ?

LES MARCHANDS
Dattes ! Truites ! Prunes de Tours !

MARCELLO
Faisons affaire ensemble.
Pour un sou, je cède mon cœur vierge !

SCHAUNARD
Fra spintoni e pestate accorrendo,
affretta la folla e si diletta
nel provar voglie matte -
insoddisfatte.

VENDITORI
Ninnoli, spillette! ecc.

COLLINE
(mostrando un libro)
Copia rara, anzi unica:
la grammatica runica.

SCHAUNARD
(Uomo onesto!)

MARCELLO
A cena!

SCHAUNARD e COLLINE
Rodolfo?

MARCELLO
Entrò da una modista.
(Rodolfo e Mimì escono dalla bottega.)

RODOLFO
Vieni, gli amici aspettano.

MIMÌ
Mi sta ben questa cuffietta rosa?

VENDITORI
Panna montata! Latte di cocco!
Oh! la crostata! Panna montata!

SCHAUNARD
La foule arrive à la hâte, se bousculant
et se poussant, et se complaît
à éprouver des désirs fous -
insatisfaits.

LES MARCHANDS
Bibelots ! Épingles ! etc.

COLLINE
(agitant un vieux livre)
Un exemplaire rare, pour ne pas dire unique :
la grammaire runique !

SCHAUNARD
(L'honnête garçon !)

MARCELLO
À table !

SCHAUNARD et COLLINE
Rodolfo ?

MARCELLO
Il est entré chez une modiste.
(Rodolfo et Mimì ressortent de la boutique.)

RODOLFO
Viens, les amis nous attendent.

MIMÌ
Est-ce que ce bonnet rose me va bien ?

LES MARCHANDS
Crème fouettée ! Lait de coco !
Oh ! le beau pâté ! Crème fouettée !

AL CAFFÈ
Camerier! Un bicchier!
Presto. Olà...
Ratafià.

RODOLFO
Sei bruna
e quel color ti dona.

MIMÌ
(guardando verso la bottega)
Bel vezzo di corallo.

RODOLFO
Ho uno zio milionario.
Se fa senno il buon Dio
voglio comprarti un vezzo
assai più bel!...

MONELLI, SARTINE, STUDENTI
Ah! ah! ah! ah! ecc.

BORGHESI
Facciam coda alla gente!
Ragazze, state attente!
Che chiasso! Quanta folla!
Pigliam via Mazzarino!
Io soffoco, partiamo!
Vedi il caffè è vicin!
Andiam là, da Momus!
Ah!...

VENDITORI
Oh! la crostata! Panna montata!
Fiori alle belle!

AU CAFÉ
Garçon ! Un verre !
Vite ! Psst !
Du ratafia !

RODOLFO
Tu es brune
et cette couleur te va à ravir.

MIMÌ
(regardant la boutique avec regret)
Quel beau collier de corail !

RODOLFO
J'ai un oncle millionnaire.
Si le bon Dieu lui fait signe,
je t'en achèterai
un bien plus beau.

LES GAMINS, LES OUVRIÈRES, LES ÉTUDIANTS
Ah ! Ah ! Ah ! etc.

LA FOULE
Mettons-nous à la queue derrière ces gens !
Les filles, attention !
Quel tapage ! Quelle foule !
Prenons la rue Mazarine !
J'étouffe ici ! Allons-y !
Vois-tu ? Le café est tout proche !
Allons là, au Momus !
Ah !...

LES MARCHANDS
Oh ! le beau pâté ! Crème fouettée !
Des fleurs pour les belles !

Ninnoli, datteri, caldi i marron!
Fringuelli, passeri,
panna, torron!

RODOLFO
Chi guardi?

COLLINE
Odio il profano volgo al par d'Orazio.

MIMÌ
Sei geloso?

RODOLFO
All'uom felice sta il sospetto
accanto.

SCHAUNARD
Ed io quando mi sazio
vo' abbondanza di spazio.

MIMÌ
Sei felice?

MARCELLO
(al cameriere)
Vogliamo una cena prelibata.

RODOLFO
Ah, sì. Tanto.

MARCELLO
Lesto.

SCHAUNARD
Per molti.

Bibelots ! Dattes ! Chauds les marrons !
Alouettes, passereaux !
Crème, bonbons !

RODOLFO
Qui regardes-tu ?

COLLINE
Tout comme Horace, je hais la vulgaire tourbe.

MIMÌ
Es-tu jaloux ?

RODOLFO
L'homme heureux est toujours
prêt à soupçonner.

SCHAUNARD
Et moi, quand je mange,
je veux avoir mes aises.

MIMÌ
Es-tu heureux ?

MARCELLO
(au garçon)
Il nous faut un dîner d'apparat.

RODOLFO
Ah ! Oui, si heureux !

MARCELLO
Vite !

SCHAUNARD
Abondant !

RODOLFO
E tu?

MIMÌ
Sì, tanto.
(Marcello, Schaunard, e Colline si seggono ad una
tavola davanti al caffè.)

STUDENTI
Là, da Momus!

SARTINE
Andiam! Andiam!

MARCELLO, COLLINE, SCHAUNARD
Lesto.

VOCE DI PARPIGNOL
(in lontananza)
Ecco i giocattoli di Parpignol!

RODOLFO
Due posti!

COLLINE
Finalmente!

RODOLFO
Eccoci qui! Questa è Mimì, gaia fioraia.
Il suo venir completa
la bella compagnia.
Perché...perché son io il poeta,
essa la poesia.

RODOLFO
Et toi ?

MIMÌ
Oui, moi aussi !
(Marcello, Schaunard et Colline s'asseyent à une table
devant le café.)

LES ÉTUDIANTS
Là, au Momus !

LES OUVRIÈRES
Allons-y ! Allons-y !

MARCELLO, COLLINE, SCHAUNARD
Vite !

LA VOIX DE PARPIGNOL
(lointain)
Voilà les joujoux de Parpignol !

RODOLFO
Deux places.

COLLINE
Enfin !

RODOLFO
Nous voici. Je vous présente Mimì, une jolie brodeuse.
Sa présence complète à merveille
l'honorable compagnie,
car, moi, je suis le poète,
et elle la poésie.

Dal mio cervel sbocciano i canti,
dalle sue dita sbocciano i fior -
dall'anime esultanti
sboccia l'amor.

MARCELLO
Dio, che concetti rari!

COLLINE
Digna est intrari.

SCHAUNARD
Ingrediat si necessit.

COLLINE
Io non do che un accessit.

VOCE DI PARPIGNOL
(più vicino)
Ecco i giocattoli di Parpignol!

COLLINE
Salame...
(Arriva nel piazzale Parpignol, spingendo un carretto
tutto a fronzoli e fiori.)

RAGAZZI e BAMBINE
Parpignol! Parpignol! Parpignol!...
Ecco Parpignol! Parpignol!
Col carretto tutto a fior!
Ecco Parpignol!
Voglio la tromba, il cavallin!
Il tambur, tamburel...
Voglio il cannon, voglio il frustin,
dei soldati il drappel.

Les strophes germent dans mon cerveau,
les fleurs germent sous ses doigts,
et dans nos âmes extasiées
germe l'amour.

MARCELLO
Mon Dieu, quelles sublimes pensées !

COLLINE
Digna est intrare.

SCHAUNARD
Ingrediat si necessit.

COLLINE
Je n'accord qu'un accessit.

LA VOIX DE PARPIGNOL
(se rapprochant)
Voilà les joujoux de Parpignol !

COLLINE
Du saucisson !
(Parpignol arrive dans la place, tirant une charrette
ornée de fanfreluches et de fleurs.)

LES ENFANTS
Parpignol ! Parpignol ! Parpignol !
Voici Parpignol !
Avec sa charrette pleine de fleurs !
Voici Parpignol !
Je veux la trompette, le petit cheval !
Le tambour ! Le tambourin !
Je veux le canon, je veux la cravache !
La troupe de soldats !

SCHAUNARD
Cervo arrosto.

MARCELLO
Un tacchino.

SCHAUNARD
Vin del Reno!

COLLINE
Vin da tavola!

SCHAUNARD
Aragosta senza crosta!

MAMME
Ah! che razza di furfanti indemoniati,
che ci venite a fare in questo loco?
A casa, a letto! Via, brutti sguaiati,
gli scappellotti vi parranno poco!...
A casa! A letto,
razza di furfanti, a letto!

UN RAGAZZO
Vo' la tromba, il cavallin...

RODOLFO
E tu Mimì, che vuoi?

MIMÌ
La crema.

SCHAUNARD
E gran sfarzo.
C'è una dama.

SCHAUNARD
Du chevreuil rôti.

MARCELLO
Une dinde.

SCHAUNARD
Du vin du Rhin.

COLLINE
Du vin de table.

SCHAUNARD
Un homard décortiqué !

LES MAMANS
Ah ! Quelle race de coquins endiablés,
que venez-vous donc faire ici ?
A la maison, au lit, vilains effrontés !
Vous prendrez autre chose que des gifles !
A la maison ! Au lit !
Ouste, vilains effrontés !

UN PETIT
Je veux la trompette, le petit cheval...

RODOLFO